Terremoto in Venezuela. Don Derno Giorgetti: “A Carupano tanta paura, ma nessun danno”

Il sacerdote diocesano per anni ha vissuto come missionario fidei donum nel Paese sudamericano. "Nelle abitazioni precarie chiamate 'ranchos' vive un sacerdote riminese. Dal Seminario di Macuto al momento non abbiamo notizie"

Caracas, 24 giugno 2026: violento terremoto di magnitudo 7.2 e 7.5 alle 17 ore locali venezuelane (in Italia, poco prima di mezzanotte). Foto Afp/AgenSir

“Piove sempre sul bagnato”, così don Derno Giorgetti, sacerdote diocesano per tanti anni missionario fidei donum in Venezuela, ha commentato le notizie che dalle prime ore di oggi arrivano dal Paese sudamericano, colpito da due violente scosse di terremoto alle 17, ora locale venezuelana di ieri. In Italia, poco prima di mezzanotte.

“I cellulari, da utilizzare con parsimonia”

Dalla “Casa del clero” dove vive da alcuni anni, don Derno segue i vari notiziari davanti alla televisione e in contatto telefonico con gli amici conosciuti in tanti anni di missione. Pur con l’oggettiva difficoltà del momento: “L’energia elettrica è saltata in molte zone, i cellulari sono da utilizzare con parsimonia perché poi non riescono a ricaricarli”, sottolinea.

Don Derno, insieme a don Giorgio Bissoni, ha vissuto tanti anni nella missione diocesana di Carupano, sulla costa orientale del Paese, a 600 chilometri dalla capitale Caracas, più vicina all’epicentro. A Carupano è attiva la “Casa sant’Anna”, punto di riferimento per la pastorale e la Caritas locale. “Il terremoto è stato avvertito. C’è stata tanta paura, ma nessun danno – precisa don Giorgetti -. Anche a La Guaira, dove nella parrocchia di Pariata abbiamo vissuto i primi 11 anni di missione, al momento sembra che non sia successo nulla. Lì, nelle abitazioni precarie chiamate ‘ranchos’ vive e opera il sacerdote missionario don Aldo, della Diocesi di Rimini. Molto colpita è la zona più vicina all’aeroporto, dove sono crollati degli edifici. A Macuto, sempre in zona litorale ma verso la Colombia, c’è il Seminario. Lì il terremoto ha colpito duro e al momento non è possibile comunicare con loro”.