Variante di Calabrina, nulla è ancora deciso

Il punto nella seconda commissione di ieri: "La vera partita deve ancora iniziare"

Ottobre 2024, il sindaco esamina un possibile tracciato per la variante (foto d'archivio)

Ieri pomeriggio, nella sala del Consiglio comunale di Palazzo Albornoz, si è riunita la Seconda Commissione consiliare per fare il punto e condividere gli aggiornamenti sul progetto della variante di Calabrina. Alla seduta hanno partecipato il sindaco di Cesena e presidente della Provincia di Forlì-Cesena, Enzo Lattuca, il presidente del consiglio comunale Filippo Rossini, il vicesindaco Christian Castorri, gli uffici competenti del Comune e della Provincia e i rappresentanti della società incaricata dello studio progettuale.

Al centro dell’incontro lo sviluppo del procedimento e, in particolare, il cosiddetto Documento delle alternative progettuali, lo studio previsto per le opere pubbliche di importo superiore ai cinque milioni di euro, chiamato a mettere a confronto le diverse possibilità per realizzare un’infrastruttura, valutandone caratteristiche e condizioni, fino a verificare anche se l’alternativa migliore possa essere quella di non realizzare l’opera.

La posizione del sindaco

Siamo nello sviluppo del progetto di questa opera pubblica – ha commentato in apertura il sindaco Enzo Lattuca – nella fase dell’adozione del cosiddetto documento delle alternative progettuali. È uno studio obbligatorio per tutte le opere pubbliche che superano i cinque milioni di euro e mette in luce le diverse possibilità di realizzare un’opera, mettendole a confronto e valutandole. Lo studio ha anche l’obiettivo di verificare se l’alternativa migliore sia eventualmente quella di non realizzarla”.

Incarico faentino

Per lo sviluppo di questa fase del procedimento, Comune e Provincia hanno affidato l’incarico a uno studio di Faenza specializzato in infrastrutture, rappresentato dall’ingegnere Mainardi, presente alla seduta della Commissione.

La variante di Calabrina è stata finanziata con una delibera regionale alla fine del 2024. La Provincia è destinataria del finanziamento regionale, mentre Comune e Provincia hanno scelto di portare avanti insieme l’intervento, in considerazione delle competenze condivise sull’attuale via Cervese.

La Provincia è la destinataria del finanziamento che la Regione ha destinato a quest’opera – ha ricordato Lattuca – e Comune e Provincia hanno una competenza comune sull’attuale via Cervese. Abbiamo quindi scelto di unire energie, risorse e competenze per poter portare avanti l’opera, attraverso una convenzione che suddivide anche la quota di cofinanziamento che si aggiunge al finanziamento principale”.

I primi confronti

Il percorso è stato accompagnato, fin dalle prime fasi, da un confronto con il territorio. Sono state organizzate assemblee pubbliche nella primavera del 2025 e nel 2026, oltre a numerosi incontri con cittadini e comitati, anche nei mesi di giugno 2025 e giugno 2026.

“Siamo arrivati a questa fase del procedimento con alcune scelte precise – ha sottolineato il sindaco-. Abbiamo voluto coinvolgere una realtà esterna per la realizzazione dello studio e abbiamo scelto di svolgere assemblee pubbliche e decine di ricevimenti con cittadini e comitati. Abbiamo voluto aprire il confronto prima di quanto fosse richiesto e prima di quanto fosse mai stato fatto”.

Le basi del progetto

Lo studio presentato in Commissione servirà ora a fornire gli elementi necessari per assumere un indirizzo progettuale di carattere generale, scegliendo tra le diverse soluzioni individuate. In questi giorni Comune e Provincia stanno prendendo visione dei risultati dello studio, che dovrà accompagnare le prossime decisioni.

“Ora dobbiamo dare un indirizzo macroscopico a chi svilupperà il progetto, che significa optare tra alcune soluzioni. In questi giorni tutti noi, consiglieri compresi, stiamo avendo accesso allo studio, che fornisce gli elementi per poter dare questo indirizzo progettuale”.

Una volta conclusa questa fase, il documento sarà approvato con decreto del Presidente della Provincia e si passerà allo sviluppo del vero e proprio progetto dell’opera, che al momento non esiste ancora. Anche la progettazione sarà affidata all’esterno, con il supporto e il coordinamento di Comune e Provincia.

Il passaggio successivo sarà quello della progettazione di fattibilità tecnico-economica, previsto indicativamente entro i prossimi sei mesi. Da quel momento entrerà nel vivo il percorso autorizzativo e partecipativo previsto per le opere pubbliche.

Altre fasi di confronto pubblico

Quando partirà la progettazione – prosegue Lattuca – si aprirà quel capitolo che seguiamo per tutte le opere pubbliche, esattamente come avvenuto con l’ospedale. È un procedimento che prevede il passaggio in Consiglio comunale, la richiesta di tutte le autorizzazioni e dei pareri agli enti competenti, dal Consorzio di bonifica alla Soprintendenza, e naturalmente una fase di pubblicazione del progetto che consentirà a tutti gli interessati di presentare osservazioni”.

Un percorso che, ha ribadito Lattuca, consentirà ai cittadini di partecipare formalmente all’iter di realizzazione dell’opera, secondo quanto previsto dalla normativa.

Questo accadrà tra circa sei mesi, quando avremo a disposizione un progetto di fattibilità tecnico-economica. La vera partita, quindi, deve ancora iniziare”.

Potenziamenti viari in provincia

La variante si inserisce in una più ampia strategia di potenziamento della rete viaria provinciale e comunale. Lattuca ha ricordato gli interventi già realizzati dalla Provincia, tra cui la bretella del Rubicone che sarà inaugurata nei prossimi giorni e il collegamento del casello con la strada statale, oltre alla recente scelta di destinare otto milioni di euro al miglioramento della Bidentina, nel tratto da Santa Sofia verso la via Emilia.

Una variante che “guarda” al nuovo ospedale

Gli obiettivi della variante di Calabrina, ha spiegato il sindaco, sono dunque legati soprattutto alla necessità di ridurre il traffico di attraversamento e migliorare la sicurezza della viabilità locale.

“Gli obiettivi sono stati determinati dalla scelta di inserire nei nostri piani programmatici la realizzazione di quest’opera. La variante deve creare un’infrastruttura in grado di alleggerire il più possibile il transito dei veicoli non destinati a Villa Calabra e Calabrina, generando una condizione di strade urbane nelle quali tutti possano circolare in condizioni di sicurezza, condizioni che oggi non sono garantite”.

Un’infrastruttura considerata strategica anche in prospettiva dello sviluppo futuro della città. “È un’opera fondamentale anche in vista della realizzazione del futuro ospedale”.