Cesena
Variante Pai Po, conclusa la fase delle osservazioni
Preoccupazioni e aspettative. Martedì 9 giugno si terrà l'incontro con il segretario generale dell'autorità di Bacino
Il lavoro per ridurre i rischi legati ad alluvioni, frane e altri eventi naturali. Richiesto un maggiore coinvolgimento
Presentate proposte e suggerimenti
Il 31 maggio si è conclusa la fase delle osservazioni al progetto di Variante del Piano per l’assetto idrogeologico (Pai) del bacino del fiume Po, esteso anche ai bacini romagnoli. Si tratta di un passaggio importante che ha consentito a cittadini, associazioni, enti locali, categorie economiche e portatori di interesse di presentare proposte, suggerimenti e richieste di modifica a un piano destinato ad avere effetti significativi sulla gestione del territorio e sulla prevenzione del rischio idrogeologico. Il Pai rappresenta lo strumento attraverso il quale l’Autorità di Bacino Distrettuale individua le aree maggiormente esposte a fenomeni di dissesto e definisce le strategie per ridurre i rischi legati ad alluvioni, frane e altri eventi naturali. Lo scrive il Comune di Cesena in una nota inviata questa mattina alla stampa.
Il 9 giugno un incontro importante
“Proprio per l’importanza delle misure previste – commentano di Gianni Ceredi, Consigliere delegato all’Agricoltura del Comune di Cesena, e Germano Gabanini, Presidente della Consulta Agricola, nella medesima nota del Comune – il piano ha suscitato un ampio confronto che ha coinvolto numerosi settori: dall’agricoltura all’urbanistica, dalle politiche ambientali alla pianificazione territoriale. Anche l’Amministrazione comunale ha seguito con attenzione questo percorso, coinvolgendo le commissioni consiliari competenti e la Consulta Agricola del Comune di Cesena e della Valle del Savio, e presentando proprie osservazioni al documento. Un ulteriore momento di approfondimento è previsto martedì 9 giugno, quando il Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, ingegner Alessandro Delpiano, incontrerà in seduta congiunta le commissioni consiliari e la Consulta Agricola. Sarà un’occasione importante – proseguono Ceredi e Gabanini – per chiarire aspetti tecnici e approfondire le scelte previste dal piano, contribuendo a una sua applicazione efficace e sostenibile”.
Emerse numerose perplessità
Le perplessità emerse dopo l’approvazione della Variante, avvenuta nel dicembre scorso, hanno alimentato un dibattito ampio e partecipato. Lo dimostrano la proroga concessa per la presentazione delle osservazioni e il numero dei soggetti che hanno deciso di intervenire nel confronto. Particolarmente sentito è stato il contributo del comparto agricolo, che attraverso le proprie organizzazioni ha espresso forti preoccupazioni su alcuni aspetti del piano, in particolare riguardo all’individuazione delle cosiddette aree di ‘tracimazione controllata’.
Tracimazione controllata, tema controverso
“Si tratta – continuano – di una delle novità più discusse della Variante. L’ipotesi di destinare preventivamente alcune aree agricole a possibili allagamenti programmati, con l’obiettivo di evitare rotture arginali improvvise e potenzialmente più devastanti, introduce un cambio di approccio molto rilevante. Una scelta che, se da un lato punta a ridurre il rischio complessivo, dall’altro solleva interrogativi importanti sulle conseguenze economiche e produttive per le aziende coinvolte. Su questi temi si è concentrato il confronto sviluppatosi all’interno della Consulta Agricola, riunitasi il 25 maggio scorso. Da quella discussione sono emersi diversi contributi che abbiamo raccolto e sintetizzato in un documento trasmesso come osservazione ufficiale alla Variante del Pai. Tra i punti evidenziati vi è la richiesta di approfondire gli studi idrogeologici relativi al tratto del fiume Savio compreso tra le sorgenti e l’abitato di Mercato Saraceno, così come la necessità di rafforzare gli interventi di manutenzione nel tratto urbano del Savio che attraversa Cesena. Per quanto riguarda le aree di tracimazione controllata, è stata sottolineata la necessità che questa soluzione venga considerata esclusivamente come ultima opzione possibile dopo aver attuato tutte le attività di prevenzione e manutenzione che restano prioritarie e indispensabili”.
Richiesto un maggiore coinvolgimento
Allo stesso tempo è stata avanzata con forza la richiesta di coinvolgere pienamente tutti i soggetti interessati – enti pubblici, privati, associazioni e imprese agricole – sia nella fase di progettazione sia nell’eventuale gestione di queste aree. Ugualmente fondamentale è la definizione di meccanismi di indennizzo chiari, certi e tempestivi per le aziende che dovessero subire danni o limitazioni alle proprie attività. Nelle osservazioni presentate è stato richiesto un maggiore coinvolgimento delle imprese agricole locali nelle attività di manutenzione del territorio, valorizzando competenze e professionalità già presenti e operando nel rispetto delle normative vigenti.