Voto in Germania. Sull’analisi di Borsa interviene Andrea Rava

"Quando l'elettorato vota male, la colpa è dei social media, dice il lettore

Foto Ansa/SIR
Foto Ansa/SIR

Non è tardata neanche una giornata la replica dei lettori. La realtà a volte può essere anche diversa

Gentile direttore Zanotti,

leggendo l’analisi di Gianni Borsa sull’esito elettorale in Sassonia-Anhalt si ritrova, puntuale come sempre, il solito riflesso condizionato di fronte a ciò che non piace o non si comprende (cfr pezzo al link qui sotto).

Schema collaudato

Lo schema è noto e collaudato: quando l’elettorato vota “male”, la colpa è dei social media, dell’informazione scarna, delle fake news o dell’ennesimo popolo diventato d’un tratto volubile e impigrito. Un’analisi comoda, che assolve chi governa e trasforma le preferenze politiche in una questione di ignoranza o di igiene morale.

Germania dell’est

La realtà nelle ex regioni orientali della Germania — ma la dinamica riguarda ormai mezza Europa — racconta tutt’altro. Se un partito supera il 40% in interi distretti, le spiegazioni plausibili non sono infinite. O ci si convince che milioni di cittadini siano improvvisamente impazziti o diventati estremisti, oppure si prende atto che la politica mainstream ha fallito su capitoli decisivi: sicurezza, gestione dei flussi migratori, costi reali della transizione verde.

Continuare con il deficit di senso civico non fermerà l’onda

Di fronte a scelte percepite come calate dall’alto, il voto a forze tradizionalmente “invotabili” diventa l’unico strumento rimasto agli elettori per farsi sentire senza che il loro segnale venga filtrato o minimizzato.
Continuare a liquidare la protesta come un deficit di senso civico o una svista da rieducare non fermerà l’onda elettorale. Serve a rassicurare la coscienza dei soliti noti, ma lascia la politica esattamente dove si trova: drammaticamente distante dalla realtà.
Un cordiale saluto.
Andrea Rava – Faenza