“A Cortina, dove il mondo si incontra nello sport e nella bellezza”

Giovanni Valdifiori, di Santa Maria Nuova, è volontario al Villaggio olimpico sede dei 25esimi Giochi olimpici invernali. "Sono nato nel 1956, anno della precedente edizione. Non potevo mancare"

Giovanni Valdifiori, 70 anni, è di Santa Maria Nuova (Bertinoro). Insieme alla moglie Serena vive diversi mesi nel campeggio di Cortina d'Ampezzo (Belluno)

Il racconto dei giorni di vigilia dell’inizio dei Giochi olimpici, da oggi fino al 22 febbraio. Valdifiori seguirà da volontario anche le Paralimpiadi

Da Santa Maria Nuova a Cortina d’Ampezzo

Temperatura esterna: -4 gradi. Umidità: 55 per cento. Entusiasmo romagnolo: +100 per cento. Che salirà, così come i centimetri di neve previsti a rendere ancora più affascinanti Cortina d’Ampezzo e le montagne attorno, teatro della 25esima edizione dei Giochi olimpici invernali.

Giovanni Valdifiori è da poco rientrato nella baita-roulotte nel campeggio “Olympia” (un nome, un destino) di Cortina d’Ampezzo, dove vive diversi mesi all’anno insieme alla moglie Serena. Da Santa Maria Nuova – dove sono entrambi volontari in parrocchia – queste Olimpiadi le vive da protagonista: è tra i 1.500 volontari a servizio del Villaggio olimpico, da oggi venerdì 6 fino al 22 febbraio, e anche oltre per lo svolgimento delle Paralimpiadi (dal 6 al 15 marzo).

Il suo racconto arriva al termine di una delle primissime giornate di lavoro sul campo, la sera di domenica 1 febbraio.

Insieme a volontari arrivati da tutto il mondo

L’ingresso della Fiamma olimpica nello stadio del ghiaccio di Cortina è ormai vicina, e la “perla delle Dolomiti” si prepara ad accogliere atleti e comitati. È proprio lì, all’accoglienza del Villaggio olimpico realizzato nell’area dell’ex aeroporto, che Valdifiori presta servizio: «Sono nato nel 1956, anno della precedente Olimpiade a Cortina, scio su queste montagne da 50 anni, abbiamo alloggio al campeggio. Non potevo non essere qui, accanto a volontari arrivati da tutto il mondo, ciascuno con la sua storia».

Il desiderio di esserci e di dare il proprio contributo parte da lontano. Da sempre appassionato di montagna che raggiungeva appena il suo impiego in banca glielo permetteva, per Valdifiori vivere l’Olimpiade da volontario è motivo di entusiasmo e arricchimento: «Questa mattina ero in servizio con due ragazzi, uno francese e uno delle Filippine. Lo sport ha la capacità di unire e di comprendersi con facilità. Abbiamo accolto la squadra ucraina, l’abbiamo affiancata nelle operazioni di ingresso tra documenti e la grande mole di bagagli. E guardare negli occhi questi ragazzi pronti a dare il meglio di loro stessi nonostante quanto stanno vivendo nel loro Paese, è stato motivo di particolare emozione», è il suo racconto.

Valdifiori insieme ad altri volontari del Vilaggio olimpico di Cortina d’Ampezzo

Ogni volontario provvede in autonomia all’alloggio

Un impegno che ha visto una preparazione accurata, fatta di incontri e corsi online improntati soprattutto sulla sicurezza. Sono 18mila i volontari in campo nelle varie sedi di gare: oltre a Cortina d’Ampezzo, a Rho (Milano), Assago (Milano), Bormio (Sondrio), Livigno (Sondrio), Predazzo (Trento), Rasun-Anterselva (Bolzano), Tesero (Trento). La disponibilità minima richiesta ai volontari è di nove giorni di servizio. Due i turni al giorno. «Sono persone che investono tempo e denaro per il piacere di esserci – prosegue Valdifiori -. Ciascuno deve provvedere in autonomia all’alloggio: alcuni volontari vengono in giornata salendo dal padovano fino a Longarone e poi da lì con le navette per essere a Cortina alle 8. Con spirito di apertura, di incontro e di collaborazione, per dare il proprio contributo all’evento sportivo mondiale».

Oggi come nel 1956, “Olimpiadi con il badile”

Il Villaggio olimpico ospita 1.200 tra atleti e delegazioni dei vari Paesi del mondo. La neve è tanta e altrettanta ne arriverà. Così, tra divise dei vari Paesi e il turchese dei volontari, spiccano i ragazzi in mimetica dell’Esercito italiano. Pale rosse e buona volontà, sono loro a tenere in ordine gli ampi spazi. «Nel 1956 le Olimpiadi di Cortina furono caratterizzate da tanta neve e i Giochi vennero ribattezzati ‘Le Olimpiadi con il badile’ – cita Valdifiori riportando la foto del tempo -. Le previsioni ne danno in abbondanza anche quest’anno. La storia si ripete».

Le Tofane, il gruppo del Sorapis, il Cristallo. “La bellezza unisce”

Intanto è il sole a illuminare i giorni di vigilia delle Olimpiadi, con il braciere in piazza a Cortina pronto ad accogliere la fiamma olimpica. Attorno, le montagne Tofane, il gruppo del Sorapis, il Cristallo che guarda Cortina, il Faloria. «Ho accompagnato al villaggio le atlete americane del bob e ho detto loro i nomi delle montagne attorno – conclude Valdifiori -. “Wonderful!”, il loro commento. Anche la bellezza unisce».

L’edizione del 1956 fu ribattezzata “L’Olimpiade con il badile”
Tanta neve a Cortina d’Ampezzo. I ragazzi dell’Esercito italiano impegnati nel servizio di spalatura (foto di Giovanni Valdifiori)