Cesena
Alluvioni, il Comitato di Cesena incontra l’Autorità di bacino del Po: “Serve più controllo sulle opere”
Un confronto di quasi quattro ore sul nuovo Piano di assetto idrogeologico. Sul tavolo 46 osservazioni inviate dal Comitato alluvionati e franati di Cesena e Valle del Savio
Un confronto diretto per discutere osservazioni e criticità sul nuovo Piano di assetto idrogeologico. È quello che si è svolto mercoledì 11 marzo tra il Comitato alluvionati e franati di Cesena e Valle del Savio e l’Autorità di bacino distrettuale del Po (Adbpo).
Analizzato un dossier di 46 punti
L’incontro era stato richiesto dal comitato dopo l’invio, il 23 febbraio scorso, di un documento di circa 30 pagine contenente osservazioni, segnalazioni e quesiti sul progetto di variante al Pai Po per l’estensione ai bacini del Reno e dei fiumi romagnoli. Il dossier raccoglie 46 punti, molti dei quali articolati in domande multiple.
All’incontro hanno partecipato, per il comitato, il presidente Mauro Mazzotti, il vicepresidente ingegner Marco Raffaele, l’ingegner Daniele Domenichini, ex direttore tecnico del Consorzio di Bonifica, e il geologo Riccardo Galassi.
Per l’Autorità di bacino erano presenti il dirigente ingegner Andrea Colombo, l’ingegnera Marta Martinengo, il dottor Tommaso Simonelli, l’ingegner Stefano Croci dello studio Etatec e l’ingegner Marco Andreoli, direttore generale di Artambiente, che hanno collaborato alla redazione del nuovo Pai.
“Non solo osservazioni formali, ma confronto diretto”
Secondo il comitato, il tradizionale meccanismo di invio delle osservazioni ai piani non è più sufficiente.
«Il meccanismo storico di presentazione di eventuali osservazioni in modo passivo non è più adeguato – spiegano nella nota –. Occorre invece un confronto diretto e attivo, con spiegazioni e chiarimenti reciproci. Non escludiamo che possano servire anche approfondimenti condivisi sul territorio».
Un approccio che, sottolineano, è in linea con quanto previsto dallo stesso Pai, che richiama la necessità di un “processo inclusivo e comunicativo” per costruire strategie condivise e rafforzare la resilienza delle comunità.
Esaminato solo un terzo dei quesiti
Il confronto con l’Autorità di bacino è stato valutato positivamente dal comitato e si è protratto per quasi quattro ore. Tuttavia, vista la complessità degli argomenti, è stato possibile analizzare solo circa un terzo delle questioni presentate.
«Le risposte di carattere generale sono arrivate – spiegano – ma restano in attesa alcuni chiarimenti specifici sul fiume Savio».
Il nodo del controllo sugli interventi
Tra i temi evidenziati dal comitato c’è anche la necessità di un maggiore controllo sull’attuazione delle opere previste dal piano.
Secondo i rappresentanti del territorio, l’attuale normativa non prevede un organismo terzo che verifichi concretamente la successiva progettazione e realizzazione degli interventi da parte degli enti che dovranno attuare il piano, come Regione e Consorzi di bonifica.
Nei prossimi dodici anni la Regione potrà contare su 991 milioni di euro stanziati dal Governo per la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico, ma nel Pai – sottolinea il comitato – non sono indicate in modo chiaro le priorità degli interventi.
«Vorremmo che ci fosse una regia – affermano – con un organo terzo o con il coinvolgimento dei comitati, per fare in modo che le opere abbiano un inizio e un compimento. È indispensabile anche un monitoraggio attivo su cosa viene fatto, quando e come».
Le criticità sul territorio cesenate
Il comitato segnala anche alcune criticità specifiche per il territorio di Cesena. In particolare, nel piano verrebbe preso in esame il fiume Savio da Mercato Saraceno verso valle, lasciando fuori una vasta area a monte.
Rimasto fuori per esempio, sottolinea il Comitato, il lago di Quarto, recentemente destinatario di un finanziamento ministeriale da un milione di euro. Il comitato auspica che le risorse vengano utilizzate per rimuovere i sedimenti accumulati negli ultimi quarant’anni.
Nel lago confluiscono infatti anche i torrenti Para e Fanante, che durante le piogge intense trasportano a valle grandi quantità di acqua e detriti dai pendii circostanti. Nel piano sono previste aree di laminazione e casse di espansione per la gestione delle piene.
Infine, il comitato torna a chiedere anche il rifacimento del Ponte Nuovo, considerato un intervento importante per la sicurezza del territorio.