Medio Oriente. Don Mario Cornioli scrive da Amman: “Custodiamo la piccola fiammella della fede messa a dura prova”

"Immersi nelle tenebre del male, aspettiamo la Risurrezione", dice ancora il sacerdote in un messaggio di augurio pasquale inviato a una cerchia di amici

Ad Amman, la veglia pasquale del Sabato Santo. Foto don Mario Cornioli
Ad Amman, la veglia pasquale del Sabato Santo. Foto don Mario Cornioli

“In queste terra la Pasqua deve ancora arrivare”, aggiunge il don

L’amicizia con don Mario. Un Rosario, la sola nostra arma

Da don Mario Cornioli, sacerdote toscano da anni in Terra Santa, ieri sera abbiamo ricevuto un messaggio che merita di essere divulgato. A don Mario siamo legati da amicizia da diversi anni, dopo i viaggi in Terra Santa realizzati con la Fisc, la Federazione italiana settimanali cattolici. Con lui abbiamo pregato davanti ai soldati israeliani, al check point in uscita da Betlemme, senza timore, con la sola arma di un Rosario tra le mani, mentre quei giovani davanti a noi imbracciavano mitra più grandi di loro.

Testimonianza da Amman (Giordania)

“Nonostante sia passato il giorno di Pasqua – scrive don Mario Conioli dalla capitale della Giordania, Amman, sacerdote toscano da anni in Terra Santa – ho tardato a farvi gli auguri perché non è semplice farli in questo momento. Questa foto del Sabato Santo (foto in alto) rende bene la nostra situazione: immersi nelle tenebre del male aspettiamo la Risurrezione cercando di custodire la piccola fiammella della fede messa a dura prova dalla cattiveria umana che gode nell’uccidere e ridurre alla miseria intere popolazioni…”.

“Fino a che tanti non possono festeggiare, non possiamo festeggiare neanche noi”

Per queste terre, la Pasqua deve ancora arrivare, ma non tarderà e rovescerà i potenti dai troni e innalzerà gli umili. Allora sarà il momento di farsi gli auguri tutti insieme perché fino a che tanti fratelli e sorelle non possono festeggiare non possiamo festeggiare neppure noi.