Dall'Italia
Sanità, Emilia-Romagna verso il pareggio
L'annuncio di De Pascale: "Azzerato il deficit in tre anni, grazie a investimenti record da 500 milioni"
Dal 2024 il disavanzo sanitario è sceso da 194 a 70 milioni di euro e nel 2026 è previsto il pareggio. Investiti 500 milioni regionali, con servizi confermati e potenziati. I dati presentati in conferenza stampa dal presidente della Regione Emilia Romagna de Pascale e dall’assessore alla sanità Fabi.
Conti in risalita e deficit azzerato
Conti in ordine e inversione di tendenza per la sanità dell’Emilia-Romagna, che punta a chiudere il 2026 in pareggio dopo aver ridotto drasticamente il disavanzo negli ultimi anni. Dai 194 milioni del 2024 si è passati ai uno sbilancio di 70 milioni del 2025, fino allo zero atteso per quest’anno, “nonostante il sottofinanziamento nazionale e le incertezze economiche”. I risultati sono stati illustrati dal presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e dall’assessore alla sanità Massimo Fabi, che parlano di un traguardo raggiunto senza ridurre i servizi ma migliorando l’efficienza del sistema.
Investimenti e risorse senza precedenti
Determinante lo sforzo della Regione, che ha stanziato 500 milioni di euro di risorse proprie. Un impegno che ha portato anche il Fondo per la non autosufficienza a 600 milioni, il più alto in Italia, a sostegno di anziani e persone fragili. Il miglioramento del 2025 è legato solo in parte ai ticket farmaceutici (32 milioni di euro), mentre il contributo principale arriva da una gestione più efficiente della spesa.

Bilancio previsionale 2026, si punta al pareggio
Per il 2026 il pareggio sarà sostenuto da un sistema articolato di finanziamenti, tra cui 325 milioni dalla gestione sanitaria accentrata, 215 milioni di fondi vincolati, 210 milioni di payback farmaceutico e fino a 200 milioni di risorse regionali. A questo proposito il presidente De Pascale ha ribadito di prestare attenzione alle informazioni diffuse sui prossimi bilanci previsionali delle singole aziende sanitarie. «I numeri sono ancora suscettibili di importanti modifiche, in base soprattutto all’evoluzione dei costi e dell’inflazione, dinamiche imprevedibili nella complessa situazione internazionale attuale. Per questioni burocratiche le aziende possono contabilizzare soltanto i fondi già approvati. Al momento resta fuori una somma pari a 925 milioni di euro, che sarà coperta da queste quattro voci (gestione sanitaria accentrata, fondi vincolati, payback farmaceutico e risorse regionali). Le aziende al momento, giuridicamente, non possono contabilizzarle, ma sono già definiti. Puntiamo al pareggio di bilancio per la fine del 2026».
Servizi, pnrr e medicina territoriale
La Regione conferma prestazioni ai vertici nazionali e il rispetto delle scadenze del Pnrr, con l’apertura di nuove strutture e il rafforzamento della sanità territoriale. L’obiettivo, ribadiscono Michele de Pascale e Massimo Fabi, è mantenere l’equilibrio dei conti senza gravare sui cittadini, potenziando l’assistenza e migliorando la presa in carico, soprattutto per una popolazione sempre più anziana. Tra le priorità dei prossimi mesi anche la riduzione delle liste d’attesa, nodo ancora critico del sistema sanitario.
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