Francesco, tanti volti attorno a un Papa

A un anno dalla morte esce "Padre" di Salvatore Cernuzio che racconta Jorge Mario Bergoglio da vicino

L'immagine è tratta dalla copertina del libro "Padre" di Salvatore Cernuzio
L'immagine è tratta dalla copertina del libro "Padre" di Salvatore Cernuzio

Dobbiamo essere grati all’autore per averci raccontato la fede del Pontefice e la profondità umana del sacerdote.

Qui sotto pubblichiamo la versione integrale del pezzo redatto per noi dalla vaticanista Giovanna Chirri, per tanti anni all’agenzia Ansa. È a recensione al volume di un giornalista dei media vaticani. Il pezzo, ridotto per motivi di spazio, è a pagina 15 nelle tre edizioni del Corriere Cesenate, di Cesena, Faenza (Il Piccolo) e Ravenna (Risveglio).

Bergoglio, un buon prete

Uomo di Dio e uomo di preghiera. Jorge Mario Bergoglio era bravo nell’accompagnamento spirituale e nella vicinanza fattiva alle persone. Era un buon prete, e il suo sacerdozio traeva linfa dall’incontro con la gente, che nutriva la sua spiritualità. Questo aspetto di papa Francesco, non sempre riconosciuto nella Chiesa, è descritto, quasi svelato, nel libro “Padre” di Salvatore Cernuzio, che Piemme pubblica nel primo anniversario della morte del  papa latinoamericano. È il racconto del legame forte che Cernuzio ha stabilito con Bergoglio a partire dal 2021, grazie a una lettera consegnata al papa durante il viaggio in Iraq, dopo la quale il papa gli telefona: “Ho appena letto la sua lettera e mi sono commosso, mi ha fatto bene come prete. Grazie…Ho pensato di chiamarla. Scusi se non l’ho fatto prima ma sono stato un po’ impegnato…”.

Il Papa si interessa al giornalista e alla sua famiglia

Bergoglio è interessato ai problemi che Cernuzio segnalava e incuriosito dalla famiglia del giovane giornalista, all’epoca rallegrata da tre figli, poi diventati quattro. Il loro rapporto si consolida, il pontefice diventa confessore e un po’ guida spirituale del giornalista, tanto che, ricoverato al Gemelli per le complicazioni respiratorie che lo porteranno alla morte, il 17 febbraio di un anno fa papa Francesco lo convoca e, dopo un accesso di tosse gli dice: “Qua non so come andrà a finire, può essere che sì può essere che.. sì. Quindi, dato che per me sei un nipote, un figlio, un fratello, ti volevo salutare”. In quei giorni al Gemelli nessuno era ammesso nella stanza del papa, e il fatto che Salvatore lo sia  prima dei più stretti collaboratori e persino della presidente del Consiglio italiana, spiega la profondità del loro rapporto.

Tre podcast

Su che cosa si era costruito questo rapporto? Facilitato dal fatto di lavorare per i media vaticani, a Cernuzio viene concesso il privilegio di accompagnare il Papa in molti impegni, dai viaggi alle visite alle parrocchie ai venerdì della misericordia. Inoltre ci sono incontri personali, alcune volte al mese, in cui il giovane secondo l’usanza delle sua Calabria porta doni, porta foto della famiglia o familiari in carne ed ossa, oppure ha colloqui spirituali, viene confessato e riceve l’assoluzione la cui formula, apprendiamo dal libro, papa Francesco pronunciava sempre in spagnolo. Lavoro e amicizia si intrecciano, e con Cernuzio il papa realizza due podcast, e ne progetta un terzo, su eventi importanti del pontificato. Ogni incontro si apre con la domanda di Bergoglio sulla famiglia, anch’essa ricevuta in alcune occasioni, tanto che dopo la morte del Pontefice al giornalista viene restituita una foto del gruppo che il Papa teneva nella propria stanza.  

Rapporti quotidiani con tane persone

Da subito dopo l’elezione papa Francesco aveva avuto gesti spontanei di vicinanza a persone e comunità, battezzando figli di coppie adolescenti spaventate e non sposate, confortando bimbi e adulti malati, telefonando a genitori afflitti, suscitando sempre sorpresa e a volte stabilendo legami duraturi. Il rapporto con Cernuzio, avviato nel 2021 nella maturità del pontificato, ci mostra come incontri effimeri di questo tipo avrebbero potuto evolvere in amicizia vera e spiegano i legami stabiliti dal Papa con persone e comunità, come i giostrai di Ostia o le comunità Lgbt, o la telefonata quotidiana con la parrocchia di Gaza attaccata dai colpi di mortaio israeliani. 

Nella foto, l’autore del libro “Padre”, Salvatore Cernuzio

Bisogna parlare con i pantaloni

Del racconto di “Padre” più che le spiegazioni di gesti e decisioni pubbliche, è illuminante la descrizione della quotidianità, dalla passione di Bergoglio per il gelato, alla agenda scura in cui segnava personalmente gli appuntamenti, ai foglietti con i nomi di futuri cardinali che teneva nel cassetto della scrivania, al ritratto stilizzato di Ester Ballestrino, sua professoressa, poi fondatrice delle Madri di piazza de Mayo uccisa in un volo della morte durante la dittatura argentina, appeso in camera. Il Papa, racconta l’autore, diceva: “bisogna parlare con i pantaloni”, cioè esigeva rapporti franchi, “onestà e una certa sfrontatezza”. “Non che fosse facile parlare in questi termini con il Papa – osserva -. Il suo era un carattere abbastanza risoluto e poteva irrigidirsi facilmente”.  E ancora: “Non era una personalità facile, Francesco, lo riconosco. Alcuni lati del carattere potevano risultare spigolosi, e lo caratterizzava anche una certa umoralità”.  

Al Papa piaceva raccontare barzellette. La fede e la profonda umanità

Le caratteristiche del Papa gesuita che paiono fondanti al giovane giornalista sono la vicinanza nelle difficoltà e nei dolori, la capacità di ascolto, l’attenzione al dettaglio, e il senso dell’umorismo. Del Papa registra inoltre la “sensibilità, un lato un po’ più nascosto al grande pubblico, dal momento che cercava sempre di mostrare grande forza d’animo, capacità decisionale e soprattutto faceva prevalere, come un esercizio spirituale, il buonumore”. A papa Francesco piaceva raccontare barzellette ed era capace di battute per sdrammatizzare situazioni complesse: alla domanda su cosa avesse pensato mentre sotto la pioggia in piazza San Pietro teneva la preghiera solitaria per l’umanità colpita dal Covid aveva risposto: “Prima di tutto a non cadere”. Il Papa che emerge dal racconto di questa amicizia è il Bergoglio prete sollecito verso la sua gente, intriso di misericordia, sostenuto da una spiritualità incarnata. E spiega il Papa che ha insegnato alla Chiesa il discernimento sinodale, le ha dato una scossa e ha cercato di spalancarne le porte. Dobbiamo essere grati all’autore per averci raccontato la fede del Papa e la profondità umana del sacerdote.