Don Mirco ai suoi alunni: “Nella scuola della malattia, ogni giorno sarò interrogato e interrogherò”

Il parroco di Gatteo a Mare e Villamarina insegna Religione alle scuole medie "Arfelli" di Cesenatico e "Anna Frank" di Cesena

Foto archivio Siciliani-Gennari/AgenSir

Un messaggio di don Bianchi a poche settimane dalla fine dell’anno scolastico

Don Mirco Bianchi è parroco di Villamarina e Gatteo Mare e insegnante di Religione alle scuole “Arfelli” di Cesenatico e “Anna Frank” di Cesena. A poche settimane dalla conclusione dell’anno scolastico, ha scritto ai suoi studenti una lettera che pubblichiamo di seguito.

“Per me continuerà la scuola per eccellenza: la vita”

Carissimi alunni, è oramai terminato questo anno scolastico.
Finalmente, fra poco, potrete godere delle vacanze. Per voi di terza media, invece, servirà un po’ di tempo in più perché dovrete affrontare l’esame. Ma anche per voi, poi, inizieranno le tanto aspirate e attese vacanze. Ma soprattutto, l’estate.
E io? E io che farò?
Per me, carissimi alunni, continuerà la scuola. Non la scuola che si vive nelle aule scolastiche e tra i banchi, ma continuerà la scuola della malattia, dove non si termina mai di studiare, di fare i compiti in classe e dove non ci sono vacanze.
Nella scuola che continuerà per me, anche durante l’estate, nella scuola della malattia, ogni giorno verrò interrogato ma soprattutto interrogherò.
Continuerò a essere protagonista in quella che è la scuola per eccellenza: la vita.
Continuerò a vivere questa scuola anche in quella che è una disciplina speciale: la disciplina della malattia.
Qui potresti anche non essere preparato ma sei chiamato ad essere responsabile, sei chiamato a imparare quella che sembra una lingua straniera, ma è molto di più.
È ben più di una lingua straniera: è la lingua dell’amore.
Nella scuola della malattia s’impara ogni giorno. S’impara il gusto e il valore della vita, il senso del sacrificio, il senso dell’impegno ma soprattutto il senso della responsabilità.
Non è necessario iscriversi alla scuola della malattia, ma quando vieni iscritto o ti ribelli, o la sopporti oppure puoi amarla.
Non è necessario aspettare di iscriversi alla scuola della malattia per amare anche la scuola fatta di aule e di mattoni.
Cari alunni, visto che oramai sta terminando la scuola e presto inizieranno le vacanze non dimenticatemi, anzi, ricordatemi come il professore che non andò mai in vacanza dalla scuola della malattia.
Ricordatemi come il professore che amò la scuola della malattia e la scuola della vita. Amò anche voi, voi che fra poco andrete in vacanza.
Con affetto.
don Mirco (prof che non andò mai in vacanza dalla scuola)