Ingresso e uscita difficile dal negozio, attività pronta a spostare il cordolo a suo spese

Con la nascita della rotonda Arezzo, tra le vie Savio e Viareggio, diverse auto hanno subito danni

L'ingresso di Naturvita è sulla sinistra

“Dopo oltre un anno di richieste, incontri e promesse non so più a chi rivolgermi”. Patrizia Fabbri, che dal 1987 gestisce con la famiglia l’azienda NaturVita (a Cesena, via Savio 1877) ha voluto rendere nota alla stampa la sua vicenda, nata con la realizzazione della rotonda Arezzo, tra le vie Savio, Viareggio e la nuova urbanizzazione di collegamento a via Mami.

Accesso difficile

“Da quando è stata realizzata la nuova rotatoria davanti alla nostra attività, l’accesso è diventato estremamente difficile. Abbiamo cercato fin da subito un dialogo con il Comune, convinti che il problema potesse essere risolto con buon senso. Abbiamo scritto, telefonato, ci siamo recati personalmente negli uffici comunali, abbiamo ricevuto sopralluoghi e infine siamo riusciti ad incontrare il vicesindaco. Durante quell’incontro è stata individuata una soluzione che ci è stata inviata anche tramite WhatsApp: spostare in avanti il piccolo spartitraffico e il palo segnaletico“.

Piccoli lavori, grandi attese

“Il motivo non era semplicemente rendere più agevole la manovra – continua Fabbri -. Noi siamo disponibili a sostenere personalmente le spese per demolire il nostro muretto e realizzare un nuovo accesso più ampio alla proprietà, ma questo intervento è possibile soltanto se prima viene spostato lo spartitraffico, come indicato nello schema inviato dal Comune stesso. Purtroppo, dopo oltre un anno, non è stato eseguito alcun intervento e il vicesindaco non ha più risposto ai nostri solleciti“.

Danni alle auto e scarico merce al limite

“Nel frattempo la situazione è diventata sempre più difficile – aggiunge Fabbri -. I clienti sono costretti a fermarsi praticamente in uscita dalla rotatoria per entrare nel cancello, creando disagio alla circolazione. In oltre un anno sei clienti hanno danneggiato la propria automobile durante la manovra. Abbiamo registrato anche un calo del fatturato di circa il 20 per cento, che riteniamo legato proprio alle difficoltà di accesso. Anche i corrieri stanno iniziando a rifiutare le consegne (non c’è nessuna banchina d’appoggio). Proprio oggi (ieri ndr.) un autista con un camion di 13 metri è stato costretto a scaricare un bancale fermandosi in mezzo alla carreggiata, bloccando il traffico. Le sue parole sono state: “Come dovrei fare? Se passano i vigili mi fanno la multa e rischio anche la patente. In queste condizioni la prossima volta la merce torna indietro”. Sinceramente, non posso dargli torto”.

L’appello finale

“Noi non chiediamo opere nuove né favoritismi – conclude Fabbri -. Chiediamo soltanto che venga realizzato quel piccolo intervento già individuato oltre un anno fa, così da permetterci di eseguire, a nostre spese, i lavori necessari per rendere finalmente sicuro e funzionale l’accesso alla nostra attività”.

L’ipotesi progettuale inviata dal Comune all’attività, lo scorso anno, che prevede lo spostamento dello spartitraffico