Valle Savio
Il borgo di Montepetra è in festa
Appuntamento domenica 9 agosto
Questa domenica, 9 agosto, la parrocchia di Montepetra, che domina la Valle Savio dall’alto, festeggerà il patrono San Lorenzo. Alle 18 sarà celebrata la Santa Messa, con processione.
Una lunga storia
Origini antichissime vanta Montepetra (in Comune di Sogliano al Rubicone ma nella diocesi di Cesena-Sarsina), dove sul colle sono ancora visibili i “Sassoni”: massi che contengono numerose conchiglie fossili.
La prima notizia del castello di Montepetra, con la rocca ubicata dove ora c’è il ripetitore televisivo, è del 1220. Nel 1223 un certo Cacciaguerra di Montepetra vende al vescovo di Sarsina una quarta parte del castello: le altre tre parti appartenevano a Giovanni Onesti, Ranieri di Ravaldino e Giovanni Begni di Monteriolo.
Sull’aia di San Bartolo, in cima al monte, c’era la primitiva piccola chiesa dedicata alla SS. Trinità. Nel 1495 la chiesetta venne riedificata più in basso, alle pendici del monte, dove si trova tutt’ora. Ne restano testimonianza il fonte battesimale datato appunto 1495, e tracce di affresco coeve sui muri del presbiterio.
Arte di pregio
Tre dipinti impreziosiscono la chiesa di Montepetra: all’altare di sinistra troviamo una bellissima pala d’altare con la Madonna del Rosario, San Domenico, Sant’Antonio da Padova benedetto dal piccolo Gesù. In basso emergono a mezza figura le martiri Lucia, Agata e Apollonia. È datato 1658 ed è opera del pittore Nicola Versari di Cesena.
Nel centro del presbiterio fa bella mostra di sé una grande pala raffigurante la Madonna di Loreto, l’Angelo Custode, S. Lorenzo e S. Luca. La tela non è firmata ma è facilissimo assegnarla al Versari di Cesena, vista la grande somiglianza con la precedente tela.
Sulla parete di destra troviamo un’altra pala, più recente, datata 1845. Venne realizzata dal pittore Angelo Trevisani di Savignano sul Rubicone. Raffigura la Madonna del Carmine con Santa Maria Maddalena de Pazzi, Sant’Antonio Abate e San Giovanni Battista.
Dal XX secolo
In chiesa c’erano tre altari ma i due laterali vennero demoliti nel 1980 lasciando solamente i quadri al loro posto nelle nicchie.
Da ricordare l’opera pastorale del parroco don Francesco Giannini che fu parroco dal 1897 alla morte, avvenuta nel 1956. Tra i tanti lavori di rifacimento in quasi 60 anni, don Giannini si distinse per la creazione di un mensile “La Squilla di Montepetra” che fu attivo per tanto tempo.
Dopo di lui lo successe don Antonio Tonetti che morì nel 1993, svolse importanti lavori alla chiesa nel 1980, nel 1963 creò nuovi sostegno alle campane a corda, e le elettrificò nel 1990. Nel 2009 si acquistò una campana nuova, la seconda per grandezza, in quanto la precedente era crepata e venne depositata in chiesa.
Da tre anni la chiesa è sotto i ferri: la canonica stava crollando: erano crollati già i soffitti e pioveva dappertutto. Il campanile ha visto lento inclinarsi a sinistra. Solo la tenacia di don Ezio Ostolani poteva intraprendere una ristrutturazione generale di tutto lo stabile che rischiava di crollare definitivamente.
Il ripopolamento estivo
Montepetra ha una particolarità, piuttosto rara nella zona e più presente invece nell’alto Savio, cioè di ripopolarsi d’estate. Tanti che sono emigrati a Cesena, Ferrara, Ravenna, Bologna tornano varie settimane durante l’estate, principalmente nel mese di agosto, a passare le ferie nella casa natale o in case acquistate e poi ristrutturate: il borgo si ripopola come un tempo, restando quasi deserto d’inverno.
La gente di Montepetra ha caratteristiche proprie: non sono uguali ai Sarsinati, nemmeno ai Mercatesi, nemmeno ai Soglianesi… l’antropologia è propria, tipica dei luoghi di confine tra più culture e diverse abitudini.
La chiesa, con palchetto interno, ha più i modi delle chiese del soglianese tipo Rontagnano, Montegelli, Serra, Santa Maria Riopetra, Ginestreto.
Tiene viva l’identità della frazione l’Associazione Culturale Montepetrese.