Cesena
La chiesa Santo Spirito e le sue scoperte archeologiche
Questa mattina tre visite guidate molto partecipate all'interno del cantiere dell'ex Roverella
La chiesa di Santo Spirito, in via Milani, nasconde meraviglie.
Nel corso del progetto di riqualificazione dell’ex Roverella finanziato dal Pnrr, qui sono stati scoperti inaspettati spazi sotterranei, che sono stati illustrati questa mattina nel corso di tre visite guidate. E come sempre la curiosità dei cesenati per la storia della propria città non si è fatta attendere, tanto che oltre un centinaio di persone non hanno potuto partecipare all’apertura straordinaria, essendo a numero limitato, in quanto sempre di cantiere si tratta.
Due le scoperte principali emerse nel corso dei lavori di asportazione del pavimento della chiesa per l’installazione dell’impianto di climatizzazione. La prima, la più suggestiva, è una piccola cripta dalla volta a botte della cui esistenza si era perduta memoria: situata sotto l’altare, era stata completamente riempita da terreno e macerie forse in epoca napoleonica. “Non mi piace utilizzare questo termine in ambito archeologico, ma è stata una vera sorpresa – ha raccontato Romina Pirraglia della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini -. Si tratta di un vano ipogeo che forse fungeva a uso funerario, anche se non sono stati ritrovati resti umani, oppure come luogo di culto. Data la sua importanza, abbiamo chiesto al Comune che venisse svuotata, messa in sicurezza e in futuro restaurata per renderla fruibile”. Un mondo riscoperto cui vi si accede tramite tredici gradini. “La bellissima volta ha un disegno di compenetrazione geometrica tipico del ‘600, semplice e complesso nello stesso tempo, il cui effetto espressivo ricorda quella della Sala capitolare del Monte. È un gioiellino”, la descrive l’architetta Alessandra Del Nista della Soprintendenza.
Sposandosi nella parte posteriore della chiesa, oltre la parete di fondo dove si trova una piccola cappella con tanto di soffitto stellato, c’è l’altro rilevante ritrovamento: sempre sotto la pavimentazione è sbucata una grande struttura interrata profonda quasi 3,50 metri (analoga alle fosse da grano rinvenute numerose in centro storico) utilizzata forse come ghiacciaia o cisterna. Durante i lavori nella chiesa sono inoltre stati riportati alla luce le pavimentazioni precedenti e sotto ancora strutture murarie riferibili a edifici, forse abitazioni, bassomedievali e rinascimentali.
La chiesa del Santo Spirito (così è chiamata nel Catalogo dei Beni culturali del Ministero, in realtà negli archivi cesenati è denominata Spirito Santo) in via Milani è la “chiesa nuova” delle Santine, in quanto quella più antica, di fine Trecento, si trova in via Dandini e la sua precisa ubicazione fino a poco tempo fa era sconosciuta. Ma grazie agli scavi condotti tra il 2024 e il 2026 sempre all’interno dell’ex Roverella è stato possibile individuarne il perimetro e buona parte delle fondazioni murarie (è verosimile ritenere che appartengano alla chiesa le due monofore ancora visibili sulla parete esterna del primo piano su via Dandini). Nel 1694 le monache fecero costruire quella nuova, più grande e sfarzosa e in stile barocco ma dalla sobria facciata, su progetto dell’architetto cesenate Pier Mattia Angeloni (suo è pure quello della chiesa dei santi Gioacchino e Anna in piazza del Popolo).
Hanno condotte le visite guidate anche la responsabile di cantiere Melissa Della Casa di Phoenix Srl, la ditta che si è occupata delle indagini archeologiche, e la restauratrice Margherita Mazzotti della Soprintendenza. Presente pure l’architetto comunale Emanuele Sabbatani che ha informato che è imminente (metà settembre) la fine dei lavori della chiesa, che diverrà uno spazio culturale, cui seguirà il restauro della neo ritrovata cripta a spese del Comune.

