Dall'Italia
Meeting. La persona prima delle ideologie e del postumanesimo
Borghesi: "Come detto da Leone XIV sabato scorso, “abbiamo bisogno di un realismo della misericordia da contrapporre al realismo astratto e a quello cinico”
Il filosofo Massimo Borghesi: “Il vuoto riguarda anche il pensiero cattolico. Dobbiamo recuperare una domanda di senso”
Dopo il crollo del comunismo, nell’era del postumanesimo e del transumanesimo. Pensati da sempre da Dio
L’umano cancellato. Un assunto oggi ormai implicito, scontato. Al Meeting di Rimini, in un incontro di oggi pomeriggio, si è cercato di andare oltre il dato di fatto che caratterizza questi ultimi decenni, dalla caduta del Muro di Berlino, dopo la fine del comunismo e il crollo delle ideologie, nell’era del postumanesimo e del transumanesimo. “Originale creativo: riprendere il pensiero sull’uomo” e sulla persona, sostiene con forza don Massimo Serretti, docente di teologia dogmatica all’università di Urbino, riprendendo il titolo proposto. Ciò che conta è l’unicità della persona, una e indivisibile, che non ha le sue radici in terra, ma in Cielo. “E la parola che supera tutto – insiste Serretti – è il nome di ciascuno di noi, originale, perché l’essere umano è persona”. Ed essere persona “significa essere distinti dagli altri”, perché vuol dire “essere stati pensati da Dio prima della creazione del mondo”.
Borghesi: “Oggi non abbiamo più un pensiero”
Per Massimo Borghesi, già professore di filosofia morale all’università di Perugia, viviamo una crisi storica come quelle attraversate dopo le due guerre mondiali. “Dopo la prima molti si interrogavano su chi era l’uomo. Così oggi ci domandiamo com’è cambiato l’uomo e com’è cambiato il mondo, ma non abbiamo più una capacità di pensiero. Dopo il 1989 l’Occidente ha deciso che il pensiero era inutile. Prima, invece, era importante perché c’era il comunismo cui bisognava rispondere con un umanesimo superiore che si rifaceva alla libertà e al rispetto della persona”.
Il modello tecnocratico
Un surplus, quello dell’avere un pensiero, che appare “dispendioso”, superfluo, sostiene Borghesi, che si traduce nella crisi delle discipline umanistiche, filosofia compresa. “All’umanesimo cristiano e illuminista si oppone il modello tecnocratico”. Si pensa possa essere il benessere a tenere unite le persone: l’economia liberale unisce il mondo, questo è il pensiero dominante. Si assiste al tramonto totale del pensiero, “una forma di pensiero che in realtà esclude tutte le altre”, sostiene Borghesi.
Mancanza di un pensiero critico. Si seguono le mode e i poteri del momento
Il modello comunista era solidale. Ora questa visione viene considerata utopistica. L’uomo tecnico ha una dimensione, quella di uomo economico utilitaristico. “Si avverte – insiste Borghesi – anche la mancanza di un pensiero critico. Non ci sono più maestri cui ispirarsi. E questo vuoto riguarda anche il pensiero cattolico, rimasto fecondo fino agli anni 60 e 70 del secolo scorso”. Invece, si avverte l’esigenza di una cultura che orienti la fede e costruisca un pensiero. “Si seguono le mode o i poteri del momento”, ammonisce Borghesi che prosegue: “Anche il Papa viene lasciato solo nella condanna della guerra. Dov’è un pensiero cattolico?”. Come detto da Leone XIV sabato scorso, “abbiamo bisogno di un realismo della misericordia da contrapporre al realismo astratto e a quello cinico”.
Si pensa a una nuova razza di umani. E questi folli ci credono sul serio
Ciascuno è chiamato a rispondere in prima persona delle proprie azioni, insiste Serretti. “L’uomo deve interrogarsi su se stesso se non vuole smarrirsi. Un modo per aprirsi a tutti, alla comunità e al singolo”. Invece, si pensa a una nuova razza di umani, quelle cui vanno in cerca le correnti transumaniste, riprende Borghesi: “Per loro l’umano è solo un relitto storico”. E insiste: “questi folli, come Elon Musk e altri, ci credono sul serio”.
La cultura Woke
Ma c’è una seconda corrente di pensiero opposta e complementare. È il pensiero del ’68 francese: l’uomo è morto. L’epoca moderna è finita e non esiste più l’uomo e monta un’ondata anticristiana. L’uomo cambia continuamente. È la cultura Woke che sta andando in crisi ora negli Usa. È un’idea dell’umanità divisa in tribù. Una cultura che eleva bandiere e alza muri.
Si è perso l’universale umano. Lottare per la pace a fronte di un mondo che procede cieco
Entrambe le culture convergono nel risultato: si è perso l’universale umano. È il manicheismo odierno: c’è amico e nemico. “Abbiamo già assistito a queste follie e alle loro conseguenze”, ammonisce Borghesi che conclude: “Il pensiero cattolico ha una domanda di senso che permette di parlare con tutti. La verità è sinfonia e l’umanità è un poliedro, come diceva sempre papa Francesco”. Allora, non rimane che “lottare per la pace a fronte di un mondo che procede cieco, per evitare la III guerra mondiale”.