Sarsina in festa per san Vicinio. L’arcivescovo Caiazzo: “Un annuncio che continua a risuonare in queste valli”

In prima fila il sindaco Enrico Cangini, con il gonfalone del Comune. Due Carabinieri in alta uniforme accanto all'altare. Il video dell'Inno a San Vicinio

Sarsina in festa per il patrono della Diocesi e della città. Nella foto il vescovo di Cesena-Sarsina, l'arcivescovo Antonio Giuseppe Caiazzo in Concattedrale mentre pronuncia l'omelia
Sarsina in festa per il patrono della Diocesi e della città. Nella foto il vescovo di Cesena-Sarsina, l'arcivescovo Antonio Giuseppe Caiazzo in Concattedrale mentre pronuncia l'omelia

Concattedrale gremita per il patrono della Diocesi e della città di Sarsina

A distanza di tempo, la voce di san Vicinio continua a risuonare

“A distanza di oltre mille anni, la sua voce continua a risuonare”. Si sente l’eco delle parole di san Vicinio a Sarsina, nelle valli, in tutta la Romagna. Perché come per l’altro patrono di Cesena, san Giovanni, la sua era la voce di chi “grida nel deserto” e porta l’annuncio del Vangelo e della salvezza. È incentrata su questo legame, evidente in tanti aspetti, questa mattina a Sarsina, l’omelia del vescovo di Cesena-Sarsina, l’arcivescovo Antonio Giuseppe Caiazzo, alla Messa per il patrono della città e della Diocesi san Vicinio, in Concattedrale, nella città plautina.

Concattedrale gremita. I canti della Corale di Sarsina diretta da Eris Bartolini

La Concattedrale è gremita, per la solenne concelebrazione eucaristica in ricordo del protovescovo e taumaturgo Vicinio. Con l’arcivescovo Caiazzo concelebrano decine di sacerdoti, tra cui il vicario generale, don Pier Giulio Diaco, e il parroco don Rudy Tonelli. Sull’altare ci sono anche diversi diaconi. Anima il canto la corale della Concattedrale di Sarsina diretta da Eris Bartolini con all’organo il maestro Giovanni Marini (nel video qui sotto l’esecuzione dell’Inno a San Vicinio).

L”organista della Concattedrale di Sarsina, il maestro Giovanni Marini

Il sindaco Cangini in prima fila e il gonfalone del Comune. Carabinieri in alta uniforme

In prima fila, tra i fedeli, ci sono il sindaco di Sarsina Enrico Cangini, con l’assessora Elsa Cangini, e il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Cesena, il maggiore Massimiliano Papale. Con lui c’è anche il comandante della stazione dei Carabinieri di Sarsina, il maresciallo Luca Carletti. Con loro ci sono anche i vertici della locale Bcc, il presidente Mauro Fabbretti e il direttore generale Mauro Freschi. Accanto all’altare ci sono due Carabinieri in alta uniforme. Accanto al gonfalone del Comune di Sarsina c’è una agente della Polizia locale. In chiesa fanno servizio diversi volontari della Misericordia di Sarsina, guidati dal presidente Paolo Rossi. Partecipano all’Eucaristia anche alcuni Cavalieri del Santo Sepolcro.

Il sindaco di Sarsina Enrico Cangini con il comandante della Compagnia dei carabinieri di Cesena, il maggiore Massimiliano Papale. Accanto a loro il maresciallo Luca Carletti, comandante della stazione dei Carabinieri a Sarsina.

“Celebrare Vicinio significa fare memoria di quanto Dio ha compiuto nella sua vita”

Parole che trasmettono la fede ancora oggi, quelle riferite all’eco della presenza del santo in queste terre. “È la nostra festa che ci introduce a cogliere il venire di Dio nella storia e nella nostra storia. Celebrare il santo Vicinio significa – spiega il presule facendo riferimento al Vangelo di Marco (“Andate in tutto il mondo e predicate ad ogni creature”) – fare memoria di quanto Dio ha compiuto nella sua vita, e di come, attraverso di lui parla anche a noi. L’incarnazione non è solo un fatto storico, ma il venire di un Dio che si fa carne nella nostra vita e scrive la storia di oggi non quella di ieri”.

Misericordie oggi in servizio in Concattedrale a Sarsina, per la festa di san Vicinio

“Pochi i momenti in cui la Chiesa non è stata perseguitata. Dio non abbandona mai il suo popolo”

È questa la tradizione della Chiesa, aggiunge l’arcivescovo: così quest’annuncio di salvezza continua a risuonare oggi. “Un annuncio che – sottolinea monsignor Caiazzo – ha sempre dato fastidio. Sono pochi in momenti in cui la Chiesa non è stata perseguitata”. L’esteriorità delle pratiche, la forma della liturgia possono cambiare, quello che non può cambiare è l’insegnamento, il contenuto, le parole di Cristo: “San Vicinio lo riporta per le strade di queste montagne, le nostre montagne, le valli. Un annuncio che continua a risuonare”, quello del buon pastore della nostra vita. “Ecco perché facciamo memoria di san Vicinio, e della ricchezza radicata in questo annuncio, per cui anche io posso dire ‘ho creduto’”. Occorre ritornare, alla sua sequela, alla fonte, al Vangelo, a Gesù: “Un credente è tale – specifica l’arcivescovo – non perché viene in chiesa, va a messa o viene a farsi mettere il collare, ma perché riconoscendo il male, si lascia liberare da Gesù, attraverso un suo ministro. Dio non abbandona mai il suo popolo, continua a fare meraviglie, attraverso noi sacerdoti e voi battezzati”.

Carabiniere in alta uniforme oggi in Concattedrale a Sarsina, per la festa di san Vicinio, patrono della città e della Diocesi.

“C’è tanto vuoto nel cuore dell’uomo, ma c’è anche tanta richiesta di Dio”

Anche oggi occorre seguire l’esempio di san Vicinio, che è salito in alto, sulle montagne, per poi scendere, in mezzo alla gente, prosegue: “C’è tanto vuoto nel cuore dell’uomo, c’è richiesta di Dio e di questo annuncio: che Cristo ci ha salvato alla morte. In questo ha senso ogni cosa, la processione che faremo oggi pomeriggio o il pellegrinaggio dei prossimi giorni, perché indica un cammino interiore. Anche oggi, in questo tempo di guerre, ingiustizie, dolore, noi continuiamo a essere testimoni di Cristo che per primo ha dato la vita, segno della nostra salvezza”.

“Auguri a tutti i sarsinesi, anzi sarsinati. Tutte le volte mi sbaglio”

È il cuore della festa di oggi (e del Vangelo). Di qui l’augurio del vescovo a tutti i “sarsinesi”, prontamente corretto in “sarsinati”(“Scusate, tutti gli anni mi sbaglio”, poi è seguito un forte applauso) per la festa del patrono di tutti, per la quale il presule ha chiesto e ottenuto l’indulgenza plenaria da parte del Papa alle consuete condizioni concessa ai presenti grazie alla benedizione impartita dall’arcivescovo.

L’arcivescovo Antonio Giuseppe Caiazzo in Concattedrale a Sarsina, per la solennità di san Vicinio

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