Angelus. Haiti e il Nepal nelle preghiere di Leone XIV

Il Papa rivolge il suo pensiero al Paese caraibico scosso dal massacro di Kenscoff che ha provocato oltre 40 vittime. Assicura la sua preghiera per il Nepal e per quanti “con coraggio spezzano e distribuiscono il pane della pace”. Il riferimento alla Giornata del creato

Leone XIV saluta i fedeli a Castel Gandolfo. Foto Vatican Media
Leone XIV saluta i fedeli a Castel Gandolfo. Foto Vatican Media

Le parole del Pontefice, ieri mattina, a Castel GandolfoDopo il commento al Vangelo il riferimento al massacro avvenuto alle porte della capitale haitiana e all’alluvione ai piedi dell’Himalaya.

Haiti, “rilasciate gli ostaggi”

Haiti è nei pensieri di Papa Leone che ricorda il Paese al termine della preghiera mariana dell’Angelus, recitato in piazza della Libertà a Castel Gandolfo, ieri, nell’ultima domenica di agosto. Troppo forte l’eco del massacro avvenuto a Kenscoff alle porte della capitale del Paese caraibico, Port-au-Prince, dovuta a un’incursione di uomini armati che ha provocato almeno 47 morti e 22 feriti. Decine di persone sono state rapite tra le vittime, secondo fonti Onu, ci sono anche bambini. “Esprimo la mia vicinanza orante alle vittime e ai loro familiari – ha detto il Pontefice – e chiedo che vengano rilasciati senza indugio tutti gli ostaggi. Rivolgo un accorato appello a tutti i responsabili affinché si impegnino concretamente per garantire la sicurezza della popolazione e porre fine a ogni forma di violenza.

La preghiera per il Nepal

Il dolore e la disperazione del Nepal non vengono dimenticati dal Papa. Il bilancio dell’alluvione continua a crescere, sono 752 i morti 2.498 persone risultano ancora disperse, tra cui 320 cittadini stranieri e 85 membri delle forze di sicurezza. “Assicuro la mia preghiera ai colpiti dalla terribile alluvione che si è verificata in Nepal e Tibet – sono le parole del Papa dopo l’Angelus -. Preghiamo per chi ha perso la vita, per i feriti e i dispersi, per le famiglie, per i soccorritori. Possa la sollecitudine di tutti contribuire ad alleviare le sofferenze e a recare gli aiuti necessari alla popolazione”.

Il pane della pace

Ricordando la memoria liturgica di sant’Agostino, venerdì 28 agosto, Leone XIV prende spunto dalle parole del santo di Ippona sulla pace che paragonava “al pane del miracolo che cresceva nelle mani dei discepoli mentre lo spezzavano e lo distribuivano”. “Possano aumentare nel mondo quanti con coraggio spezzano e distribuiscono il pane della pace, superando le divisioni, promuovendo la giustizia, praticando il perdono, per il bene di tutti”. Così Leone XIV dopo l’Angelus.

La cura della casa comune e la conversione del cuore

Il Pontefice ha ricordato che martedì si celebra la Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, che segna l’inizio del Tempo del creato, “osservato dai cristiani di diverse Confessioni” e dedicato quest’anno al tema “Acqua viva”. “La cura della nostra casa comune richiede una conversione del cuore, affinché ciò che è stato usato per portare distruzione possa invece essere orientato alla vita”, ha affermato in lingua inglese, invitando tutti “a unirsi, in preghiera e azione”, per diventare “canali di acqua viva della pace di Dio” nel “mondo ferito”. Leone XIV ha infine ringraziato quanti hanno contribuito al suo soggiorno estivo a Castel Gandolfo.

Fonti: Agensir, Vaticannews