Leone XIV: a dieci anni dal sisma in Centro Italia, “prego per i defunti e per le loro famiglie”

Dal Papa l'invito a vincere la tentazione dell'abitudine nella vita di fede

I fedeli ieri in piazza San Pietro, a Roma, per la recita dell'Angelus. Foto Vatican Media
I fedeli ieri in piazza San Pietro, a Roma, per la recita dell'Angelus. Foto Vatican Media

Attenzione alle scelte pastorali, ha detto Prevost, dove “a volte pensiamo che basti procedere come abbiamo sempre fatto”

All’Angelus di ieri

“Prego per i defunti e per le loro famiglie, e per tutte le comunità coinvolte”. Lo ha assicurato Leone XIV dopo l’Angelus di ieri dalla finestra su piazza San Pietro, a Roma, ricordando che oggi ricorre “il decimo anniversario del terremoto che ha colpito il Centro Italia tra Lazio, Umbria e Marche”. “La fede e la solidarietà continuino a sostenere l’opera di ricostruzione”, l’auspicio del Pontefice, che ha poi salutato “romani e pellegrini di diversi Paesi”.

Chi è Gesù per me?

“La fede non ci è data una volta per tutte; al contrario, abbiamo sempre bisogno di riscoprire il volto di Cristo e il suo Vangelo, di approfondire il suo messaggio e rinnovare le scelte della nostra vita, perché siano coerenti con quanto professiamo, vincendo la tentazione di sapere già tutto e di fare della fede un’abitudine”, ha detto Prevost commentando il Vangelo della XXI domenica del tempo ordinario. Poi ha rilanciato l’interrogativo: “chi è davvero Gesù per me?”. “Impariamo a non chiuderci nelle nostre convinzioni e sicurezze religiose, per restare aperti alla relazione autentica con Cristo”, l’invito di Leone XIV: “A volte sulla fede cristiana ci si accontenta del ‘sentito dire’, dei luoghi comuni”. Gesù, ha osservato il Papa, “ci chiama a una risposta personale, a conoscerlo da vicino, a lasciarci scavare dall’amicizia con Lui”, in un incontro che “può anche chiederci di percorrere strade inedite e di fare scelte diverse da quelle immaginate”: e questo vale, ha aggiunto Leone XIV, “sia per il nostro percorso personale, sia per il cammino della Chiesa e per le scelte pastorali, laddove a volte pensiamo che basti procedere come abbiamo sempre fatto”.

Una preghiera per la Repubblica Democratica Congo e i morti in Repubblica Centrafricana

“Nella mia preghiera ricordo spesso la Repubblica Democratica del Congo, in particolare per il diffondersi dell’epidemia di Ebola che purtroppo sta provocando molte vittime”, ha proseguito il Pontefice. “Incoraggio una risposta da parte della Comunità internazionale, che coinvolga anche le comunità locali nell’opera di prevenzione, per salvare tante vite umane”, l’appello del Pontefice, che ha espresso vicinanza anche “alla popolazione della Repubblica Centrafricana, che piange le vittime del crollo avvenuto in una miniera a Zamboyé”. “Il Signore accolga quanti hanno perso la vita – ha aggiunto Leone XIV – e sostenga l’impegno di garantire la sicurezza e la legalità dei siti minerari”.