Il fortino Cesena si arrende solo nel finale, 1-1 con la Samp

Esordio di campionato per Alessandro Diamanti e Daniele Corradi, entrambi alla prima panchina ufficiale. La Sampdoria si presenta in Romagna decimata da un’emergenza infortuni impressionante: oltre a Ravanelli, Abildgaard, Sekulov e Insigne, il tecnico deve rinunciare ai ko dell’ultima ora Meijer e al centravanti Lauritsen. Pochi dubbi di formazione dunque per i blucerchiati. Dall’altra parte, anche il Cesena deve fare i conti con assenze pesanti, dovendo rinunciare allo squalificato Mangraviti e all’infortunato Piacentini.

L’avvio di gara vede il Cesena partire con grande aggressività. Al 17′ Pagano difende una grande palla a centrocampo e, dopo pochi metri di avanzata, lascia partire una bomba respinta con affanno da Vindahl; sulla sfera si avventa Druiventak che la rimette in mezzo per la torre di Guidi, permettendo a Shpendi insaccare la rete dell’1-0 da pochi passi. I padroni di casa continuano a spingere e al 34′ sfiorano il raddoppio in contropiede: Druiventak, protagonista di un coast to coast micidiale sulla destra, scodella al centro per Shpendi, anticipato sul più bello solo da un grande intervento di Gartenmann. La Sampdoria si scuote soltanto a fine primo tempo, sfruttando al 45′ un atteggiamento molle di Druiventak in fase difensiva: Siano deve salire sulle barricate, respingendo prima il tiro-cross di Cicconi e poi la conclusione ravvicinata di Sinani, il quale sulla terza battuta calcia alto sopra la traversa.

La ripresa si apre con un avvio shock per i blucerchiati. Al 47′ Fiori fa partire una botta dal cuore dell’area che si stampa sulla traversa e batte poi sulla riga di porta. Passa soltanto un minuto e Shpendi colpisce un palo clamoroso a Vindahl battuto. Nel momento di massimo sforzo romagnolo arriva però l’episodio che cambia l’inerzia della gara: al 50′ David rimedia un secondo cartellino giallo esagerato e viene espulso, lasciando il Cesena in dieci. Con l’uomo in più, la Sampdoria prende d’assedio l’area avversaria. Al 61′ Siano sale in cattedra salvando prima sul tiro dalla bandierina di Sinani e poi compiendo un miracolo sull’incornata di Begic. Al 64′ si gioca ormai ad una sola porta e lo stesso portiere romagnolo è costretto a smanacciare un velenoso cross dalla destra. Il forcing doriano prosegue al 70′ con Henderson, che sfiora il palo dal limite con un sinistro a giro e un minuto dopo impegna ancora Siano da lontano guadagnando un angolo. Il muro del Cesena crolla infine all’83’: sugli sviluppi di un cross dalla sinistra, Gartenmann raccoglie palla e calcia, con Henderson che devia di faccia in rete sul primo palo. L’ultimo sussulto è dei bianconeri: punizione calibrata da Schirone e Frabotta svetta di testa da posizione favorevolissima, fallendo di pochissimo il gol del clamoroso contro-sorpasso.

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Funambolo a bordocampo, Alessandro Diamanti ha anche chiesto più volte il supporto del pubblico e ha caricato i nuovi entrati. Il suo bilancio dopo la prima gara di campionato.

«Questo è il bello e il brutto del calcio: traversa, palo e poi l’espulsione. Sono felicissimo dei ragazzi, hanno difeso alla morte fino all’ultimo secondo. Non cambia niente quello che è successo: 11 contro 11 ce la saremmo giocata diversamente fino alla fine. È normale che siano momenti concitati e molto difficili, soprattutto per i giocatori che entrano a partita in corso e già decisa, quando devi scaldarti bene e rapidamente; non è stato facile per loro. Io cerco di stimolarli il più possibile: quando sei sotto pressione o in inferiorità, devi essere subito pronto perché gli avversari attaccano a testa bassa. Ho sempre detto che giochiamo in 11 ma siamo una squadra di 20 elementi: stasera tutti hanno fatto la loro parte e sono davvero contento. Non ci sono fortuna o sfortuna, il calcio è fatto così. Sono contento per la gente venuta allo stadio, per la prestazione, e poi ci sono i vari momenti della gara. Stasera abbiamo imparato a soffrire, che è una cosa importantissima. Certo, non volevamo giocare una partita 11 contro 10, ma sono contento di come la squadra ha reagito ed è venuta fuori. Non parlerò degli arbitri: fanno un lavoro difficile e sbagliano proprio come sbagliamo noi. Sono molto soddisfatto: siamo andati in vantaggio meritatamente e nel secondo tempo eravamo partiti con lo spirito giusto per farne due, tre, quattro di fila. Poi siamo dovuti andare in modalità difesa: i ragazzi hanno dato tutto quello che avevano e mi hanno fatto davvero emozionare.»