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Il calcio italiano piange Giuseppe Marchioro
Il rito funebre sarà celebrato sabato prossimo alle 10 presso la chiesa di Madonna delle Rose
È deceduto ieri, mercoledì 5 agosto, a 90 anni in riva al Savio, dove abitava da anni Giuseppe Marchioro. Calciatore e allenatore per 25 anni di cui 4 nel Cavalluccio.
Quattro stagioni con il Cavalluccio
Il calcio italiano piange la scomparsa di Giuseppe Marchioro. In carriera l’ex calciatore ha vestito le maglie di Pro Vercelli, Catanzaro, Varese, Legnano e Pro Patria tra le altre, mentre da allenatore vanta una carriera più che 25ennale.
In Romagna sono state ben quattro le avventure col Cesena: nel 1975-1976, 1977-1978, 1983-1984 e nel 1996-1997. La più grande soddisfazione proprio nel primo campionato col Cavalluccio: da esordiente in A guidò la squadra debuttante fino al sesto posto finale e alla qualificazione alla storica Coppa Uefa.
Con il Como passò alla serie A
Cresciuto a Milano, al Milan non ebbe fortuna né come giocatore, indossò solo le maglie del settore giovanile, né da tecnico della prima squadra. Infatti venne esonerato dopo la fine del girone d’andata del campionato 76-77. Col Como fece il doppio salto dalla C1 alla A, così come a Reggio Emilia.
Sabato 8 agosto i funerali
Lo sportivo è deceduto ieri a 90 anni proprio in riva al Savio, dove abitava da anni. Il rito funebre sarà celebrato sabato prossimo alle 10 presso la chiesa di Madonna delle Rose. Lascia la figlia Letizia, il genero Alberto e i nipoti Federica e Lorenzo.
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Il record con il Cesena, la coppa Uefa
La sua più grande impresa è stata sicuramente la qualificazione del Cesena alla Coppa Uefa nel 1976, grazie al sesto posto, che è il miglior piazzamento di una squadra di una città non capoluogo di provincia nel la storia del campionato di serie A a girone unico (a quei tempi Cesena non era co-provincia, come lo è oggi). Quest’impresa é stata eguagliata solo dal Sassuolo nel 2016. Marchioro ha ottenuto questo epico risultato grazie al suo gioco spumeggiante, ispirato a quello dell’Olanda di Rinus Michels e Johan Cruijff. Il mister meneghino è stato uno dei primi a praticare nel Belpaese il “gioco a zona”.
La scoperta di Franco Baresi
L’unica esperienza in una grande squadra, con il Milan nella stagione 1976-1977, non è stata felice (esonerato dopo 15 giornate, con i rossoneri all’ 11⁰ posto in classifica), ma presenta comunque un momento che, alla luce di questi giorni, diventa suggestivo. Marchioro è stato il primo allenatore rossonero ad accorgersi delle potenzialità di un giovanissimo Franco Baresi, venuto anche lui a mancare lo scorso venerdì. Nell’estate del 1976, lo ha aggregato alla prima squadra in un ritiro pre-campionato. Lo ha successivamente schierato in un’amichevole vinta per 6-0 contro il Verbania, nella quale “Kaiser Franz” ha pure segnato un gol. Impressionato dalla sua capacità di andare all’attacco nonostante fosse un difensore, Marchioro ha rimproverato bonariamente Baresi con queste parole: “Giovanotto, ma io avevo chiesto un difensore…”. (Emanuele Zavaglia)