Cesena
A Cesena un giovane seminarista dall’Ucraina
Vacanze cesenati per Artur, che studia alla Pontificia università Lateranense
Seminarista ucraino in vacanza a Cesena.
Un mese nella città malatestiana
Artur, dalla provincia di Leopoli, concluso il suo percorso in Seminario in Ucraina, dallo scorso ottobre è a Roma, dove studia Dottrina sociale della Chiesa alla Pontificia università Lateranense. Ora è in vacanza a Cesena. Vi rimarrà circa un mese, ospitato dai frati cappuccini, con l’obiettivo di fare esperienze fra la gente per migliorare l’italiano. Il soggiorno nella città malatestiana è stato possibile grazie ai rapporti d’amicizia intessuti tra padre Michele, vicerettore del seminario greco-cattolico dell’arcidiocesi di Leopoli, e i volontari cesenati, nel corso delle diverse missioni umanitarie che si sono susseguite dall’inizio della guerra (vedi pezzo al link sotto).
“Cesena è una città molto bella – dice Artur, in visita nella nostra redazione assieme al volontario Andrea “Andrew” Casadei -. Mi piace molto il centro con piazza del Popolo e il paesaggio attorno al colle dei cappuccini che mi ricorda molto quello dei “miei” Carpazi”. Di Cesena, il giovane seminarista dice anche di apprezzare la gente, “molto più accogliente che a Roma o in Ucraina, dove c’è più diffidenza per lo straniero”.

In cammino verso il sacerdozio
Artur, in cammino verso il sacerdozio nella Chiesa greco-cattolica, racconta di aver sentito la prima vocazione da piccolo, poi riavvertita in maniera più definita sul finire delle scuole superiori. Da qui la decisione di studiare Teologia all’Università e poi di entrare in Seminario nel 2020. Un percorso che continua dopo un periodo di servizio presso la Caritas di Sambir-Drohobych e ora con gli studi a Roma. “Al Pontificio collegio ucraino di San Giosfat ci sono otto preti e 35 seminaristi – prosegue Artur -. Il seminario richiede molta precisione, anche nel rispetto degli orari. Non è stato facile, essendo io un ritardatario cronico, ma con l’aiuto del Signore ci sono riuscito”. Su cosa l’ha spinto a intraprendere questo percorso, il seminarista ha le idee chiare: “In Occidente si fanno tante esperienze di vita, spesso vuote, mentre si perde di vista la vita eterna. Voglio accompagnare la gente nel cammino verso Dio“.
“Preghiamo per una pace giusta”
Da Artur anche un pensiero alla guerra: “La situazione è molto difficile. Tutte le famiglie ucraine hanno almeno una persona al fronte. I bombardamenti russi mirano alle infrastrutture civili ed elettriche e questo porta a una povertà crescente. Il prossimo inverno sarà il quinto dall’inizio della guerra e si preannuncia duro. Il popolo ucraino chiede una pace giusta. Preghiamo per questo”.