Romagna
Alluvione di Traversara. Dieci persone rinviate a giudizio
L'accusa per loro, tecnici e dirigenti della Protezione civile e della Regione Emilia-Romagna, è di disastro e pericolo colposo
Andranno a processo dieci persone per quanto accaduto nel 2023.
“Un evento ampiamente prevedibile”
Si tratta di funzionari, tecnici e dirigenti di Protezione civile e della Regione, rinviati a giudizio questa mattina dal Giudice per l’udienza preliminare, Andrea Galanti, che ha accolto la richiesta presentata dal pubblico ministero Francesco Coco. Secondo il procuratore, quanto accaduto nella frazione di Bagnacavallo, con la rottura dell’argine del Lamone avvenuta nella notte del 18 settembre 2024, era ampiamente prevedibile in astratto già dal 2001, quando la Regione, nella redazione del Pai (Piano per l’assetto idrogeologico), avrebbe indicato l’area come destinataria di interventi necessari per la sicurezza. Le alluvioni del 2023 e del 2024 hanno materializzato quel rischio.
Le accuse formulate
L’accusa formulata dal pubblico ministero è di disastro colposo e pericolo colposo. Ai dieci funzionari si contesta la mancata realizzazione delle opere necessarie a evitare l’alluvione e di non aver completato interventi per evitare che simili eventi si ripetessero in futuro. Ma secondo l’accusa, sarebbero rimaste situazioni di rischio anche dopo gli interventi di ripristino.
Il processo inizierà il 22 gennaio prossimo
Già nella precedente udienza il giudice aveva accolto praticamente tutte le costituzioni di parte civile di persone che avevano subito danni, comitati e Codacons, riporta l’agenzia Ansa.