Bagno di Romagna. Festa grande a Saiaccio

Il primo degli unici due momenti con la Messa nella località le cui prime notizie risalgono al X secolo

Nella foto di don Daniele Bosi, Saiaccio negli anni '40

Domenica 6 settembre la celebrazione religiosa, che si ripeterà poi il 2 novembre, uniche due Messe nell’anno che si svolgono nella località di Saiaccio

La celebrazione della Messa avviene a Saiaccio solo due volte all’anno

Grande festa, domenica 6 settembre, a Saiaccio, dove alle 17 sarà celebrata la Messa. Solo un’altra volta viene celebrata la Messa nell’anno, il 2 di novembre. Lo fa sapere don Daniele Bosi che riferisce anche alcune note storiche.

La storia e i parroci

Dal X secolo, scrive don Bosi, nei documenti si parla di “Sagliaccio” e solo in termini recenti si è giunti all’attuale nome “Saiaccio”. Riedificata la chiesa, costruita sulla costa del monte, a partire dal 1607 e consacrata nel 1620, venne gravemente danneggiata dal famoso terremoto del 1919 che distrusse molte chiese dell’Alto Savio e della zona di Poggio alla Lastra.

L’attuale fu ricostruita nel 1923 per iniziativa del parroco don Attilio del Conte, acquistando due nuove campane dalla famosa ditta Bastanzetti di Arezzo. Ultimo parroco residente fu don Enea Scarpellini che vi andò nel 1949 essendo prima parroco di Sapigno-Romagnano e nel 1960 andò poi a risiedere a Mercato Saraceno per essere cappellano, pur continuando fino al 1973 ad essere parroco di Saiaccio recandovisi nei giorni festivi e al bisogno.

Una scelta particolare questa, spiega don Bosi, che diede al sacerdote la possibilità di non lasciare la sua gente di Saiaccio e contemporaneamente di svolgere una più nutrita attività sacerdotale. Quando, nel 1973 fu assegnato a Montecastello, lasciò la parrocchia che per tre anni venne servita da don Francesco Castellani, in precedenza – e cioè dal 1948 al 1956 – in servizio nella vicina parrocchia di Ruscello.

Un viaggio quello da Bacciolino e Saiaccio, non indifferente calcolando che ancora non vi era l’E 45. Dopo don Castellani, fino al 1988 la parrocchia fu servita da don Davide Romagnoli che abitava nel ricovero di Sarsina. Dal 1988 al 1993 vi prestò servizio don Egisto Battistini, sempre dalla casa del clero di Sarsina, e dal 1993 al 2000 don Vittorio Quercioli di Quarto. Proprio nel 2000 la parrocchia venne soppressa e aggregata a Quarto. 

L’oratorio di Valdagneto, ubicato nel monte sovrastante Saiaccio, venne abbandonato nel 1962. Resta una campana del 1354 del famoso fonditore Jacobus, ora nel Museo Diocesano di Sarsina, mentre la pala d’altare della Madonna della Cintola è appesa nella cappella del Santissimo presso il Duomo di Sarsina, visibile negli orari di apertura della Basilica.

La comunità in numeri

Nel 1817, aggiunge in conclusione don Bosi, c’erano 19 famiglie e 105 persone, nel 1949 412 persone con 76 famiglie, nel 1959 37 famiglie con 165 persone. Nel 1987 81 persone con 21 famiglie.