Carlo Acutis a 20 anni dalla morte

Il giovane è santo dal 7 settembre dello scorso anno

Carlo Acutis in un'immagine d'archivio
Carlo Acutis in un'immagine d'archivio

La beatificazione avvenne il 10 ottobre 2020, ad Assisi

L’Eucaristia, la mia autostrada per il cielo

Carlo Acutis, il giovane canonizzato il 7 settembre 2025 da Leone XIV, fin da piccolo ha dimostrato un attaccamento, un’attrazione particolare alla Santa Eucaristia desiderando di voler bruciare le tappe e i tempi per poterla ricevere prima possibile. Fin dall’età di tre anni voleva entrare in chiesa per salutare Gesù. Era già follemente innamorato di Cristo. La sua infanzia è stata vissuta come tanti altri bambini della sua stessa età. Arriverà a descrivere più tardi: l’Eucaristia la mia autostrada del Cielo.

Unito a Cristo: questo il mio programma di vita

Un altro motto da lui inventato e che dice tanto su chi fosse Carlo era: “Essere sempre unito a Gesù, ecco il mio programma di vita”. Da sempre la Chiesa ci ha insegnato che chi ama Gesù non può non amare sua Madre, la Vergine Maria. È stato così anche per il piccolo Carlo. Il suo amore per la Madonna era dimostrato dal suo comportamento che possiamo definire particolare. Confezionava piccoli mazzetti di fiori portandoli ai piedi della sua statua e recitava in suo onore tutti i giorni il santo rosario. Lo sguardo materno di Maria non lo ha mai abbandonato accompagnandolo sempre, nei momenti di gioia e anche in quelli di dolore, per tutti i giorni della sua breve ma intensissima vita.

La sua vita come un prisma

Possiamo definire la vita di san Carlo un prisma, che come sappiamo bene è una figura geometrica, un solido con tante facce. Era uno dei tanti doni piovuti dal Cielo: l’attrazione amorosa per i poveri, gli extra comunitari. Per loro ha avuto un’attenzione particolare. Comprava, usando la sua paghetta, abiti e indumenti per loro, sacchi a pelo e pasti caldi per aiutarli a trascorrere i mesi invernali con meno problemi. Tutto ciò che Carlo fece per loro venne poi testimoniato il giorno del suo funerale: i poveri riempirono la chiesa con la loro presenza. Un bellissimo modo per dire “Grazie” a quel bambino tanto differente dagli altri.

Patrono dell’informatica

Un altro amore riempiva il cuore di Carlo erano gli animali, in special modo cani e gatti. Con loro trascorreva il suo tempo riprendendoli con la sua telecamera, altra passione di Carlo. Un genio. Sì, possiamo affermare che Carlo era un fenomeno con il computer E non sbaglieremo nemmeno se ammettessimo che Carlo potrebbe essere considerato il primo patrono dell’informatica. Già dai suoi primi passi nel mondo virtuale Carlo si è distinto ottimo nocchiero della navigazione con il computer. Lo ha dimostrato negli anni in cui è arrivato a inventare, comporre e a strutturare un sito (che ancora oggi ha registrato milioni di visitatori) sui miracoli eucaristici. Una mostra di una attenzione nei piccoli particolari. Non c’è città o paese che non abbia ospitato o sia in attesa di una sua mostra.

Carlo e Francesco, due giganti al servizio di Dio

Spesso Carlo ha visitato Assisi, la città di san Francesco. Questo santo lo aveva toccato nel profondo. Per questo abbiamo notato nel suo stile di vita un francescanesimo vissuto nel suo piccolo, ma così da essere considerato un gigante. Ecco la fonte da cui ha potuto trarre ispirazione: amore per Cristo e alla santa Vergine Maria, per i poveri e gli animali. E come desiderio ha voluto essere sepolto proprio nella città del Poverello. Dopo poco tempo cominciarono a svelarsi già così prematuramente i segni della sua intercessione presso Dio. Allora si pensò di spostare i resti di Carlo dal cimitero civile alla chiesa di Santa Maria Maggiore, ora ribattezzata “della spogliazione di san Francesco”. Lì davanti il giovane assisano, uno scapestrato per tutti, ma non per Dio, si spogliò dei suoi vestiti abbandonando la sua casa per donarsi tutto al Signore. Francesco & Carlo: due giganti al servizio di Dio.  

Alcune note biografiche

Carlo nacque a Londra il 3 Maggio 1991 da genitori italiani, Andrea ed Antonia Salzano. Fu battezzato il 18 maggio seguente nella chiesa di Nostra Signora dei Dolori a Londra. Il 16 giugno 1998 ricevette la prima Comunione a sette anni perché ritenuto già maturo. Ricevette il sacramento della Cresima il 24 maggio 2003. Nel 2006, l’anno della sua morte, che avvenne il 12 ottobre a 15 anni (all’ospedale san Gerardo di Monza), confessò a sua madre e alla amatissima nonna la sua vocazione sacerdotale. Fu beatificato da papa Francesco il 10 ottobre del 2020 ad Assisi. Venne canonizzato da papa Leone XIV il 7 settembre 2025 durante il Giubileo.