Dall'Italia
In ricordo di Igor Protti, campione di calcio e di vita
Nato a Rimini nel 1967, ha giocato per 22 anni in otto squadre di serie A, B e C. Insieme a Dario Hubner, è stato l'unico capocannoniere di serie A, B e C. Era un testimonial Unicef
Soprannominato lo “Zar”, è morto in Toscana a 58 anni
Nato a Rimini, è stato un attaccante
Oggi è morto a Cecina (Livorno), a 58 anni per un male incurabile, l’attaccante di calcio Igor Protti.
Nato a Rimini il 24 settembre 1967, ha giocato per 22 anni (dal 1983 al 2005) in otto squadre: Rimini, Livorno (due volte), Virescit Bergamo, Messina, Bari, Lazio (due volte), Napoli e Reggiana.
Soprannominato lo “Zar” (per motivi sconosciuti), ha debuttato nel calcio professionistico a 16 anni, militando in serie C1 al Rimini. Acquistato successivamente dal Messina per sostituire Salvatore “Totò” Schillaci (venduto alla Juventus), Protti non lo ha fatto rimpiangere, mettendo a segno 31 marcature in tre anni.
Protti ha depositato i primi palloni dentro una porta di serie A nel Bari, segnando una doppietta in Bari-Genoa 4-1 del 30 ottobre 1994.
Fu l’unico capocannoniere di una squadra poi retrocessa
Alla fine della stagione 1995-1996, il Bari è retrocesso in serie B e lo “Zar” è diventato capocannoniere della massima serie (insieme a Giuseppe Signori della Lazio) con 24 gol. In questo modo, Igor Protti è divenuto, nella storia della serie A, l’unico capocannoniere di una squadra poi retrocessa.
Il secondo apice della carriera della punta riminese è stato il suo ritorno al Livorno (dopo l’esperienza dal 1985 al 1988), quando i labronici erano in serie C1 (l’attuale serie C). In sei annate con il Livorno, Protti ha segnato 113 reti (tra serie C1, B e A), ha vinto tre titoli di capocannoniere (in C1 con 20 gol nel 2001, sempre in C1 con 27 reti nel 2002 e in B con 23 marcature nel 2003) e ha conquistato due promozioni storiche per i toscani: quella in serie B nel 2002 dopo 31 anni e quella in serie A nel 2004 dopo 54 anni. I due titoli di re dei bomber conquistati tra i cadetti e nella terza serie, uniti a quello conquistato in massima serie con il Bari, hanno reso Protti uno dei due soli calciatori (insieme al bianconero Dario Hübner) a essere stati capocannonieri di serie A, B e C.
Il bomber romagnolo ha giocato la sua ultima partita della carriera in A, in Livorno-Juventus 2-2 del 22 maggio 2005, dove ha segnato anche il suo ultimo gol.
231 reti e tre titoli di squadra
La sua carriera di calciatore parla di 231 reti (48 in A, 101 in B e 82 in C1) e tre titoli di squadra vinti: la Coppa Italia di serie C con il Livorno nel 1987, la Supercoppa italiana con la Lazio nel 1998 e il campionato di serie C1 con il Livorno nel 2002.
Appesi gli scarpini al chiodo, è stato direttore sportivo del Tuttocuoio e club manager del Livorno per due volte.
Campione di sport e di vita
Igor Protti è stato un campione nello sport e nella vita. Testimonial di Unicef, si è dedicato, con grande umanità, alle persone con fragilità fisiche e psicologiche. Ne è una testimonianza lo spettacolo teatrale “Agàpe. Ti manca chi c’è, t’innamori di chi manca”, che ha messo in scena nel 2009 al “Carlo Goldoni” di Livorno, assieme alla compagnia “Mayor Von Frinzius” (formata maggiormente da persone con handicap psichici).
È stato anche uno dei 10.001 tedofori delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina d’Ampezzo 2026. Un anno fa, è stato prodotto un film documentario dedicato all’ex calciatore, intitolato “Igor – L’eroe romantico del calcio” e diretto da Luca Dal Canto. Da un anno con un tumore al colon e ha sempre affrontato la malattia con dignità e grande forza di volontà. Rimarrà sempre nei nostri cuori l’immagine di Protti che, durante il matrimonio della figlia, accompagna all’altare la sua creatura, appoggiato al futuro genero perché debilitato dal male.