Cesena
La Fidapa a Bulgarnò per parlare del nuovo Giardino Alzheimer. La sfida è l’inclusione sociale
Il pomeriggio a casa di Franca Sabadini, all'interno di uno spazio d'incanto, in mezzo alla campagna
Numerosi gli interventi, tutti con un unico obiettivo: con la malattia si può e si deve convivere, umanizzando le cure, con l’attenzione alla persona
Il nuovo Giardino Alzheimer
Il verde come cura e inclusione sociale. Questo l’obiettivo che si prefigge il nuovo “Giardino Alzheimer” che verrà inaugurato il prossimo 29 maggio a Cesena, all’interno dei giardini pubblici, accanto al teatro Bonci. Se ne è parlato ieri a Bulgarnò, ospiti di Franca Sabadini, grazie a una proposta della sezione cesenate dell’associazione Fidapa. Il pomeriggio è stato condotto dalla giornalista Raffaella Candoli.
Stefano Montalti: un laboratorio sociale in centro città
Stefano Montalti (nella foto qui sotto di Daniele Minotti), presidente della Fondazione Maratona Alzheimer, dopo aver ringraziato chi ha sostenuto, tra gli altri, il progetto del nuovo Giardino, tra questi Confartigianato, Bcc Romagnolo, la Neri di Longiano e la Cassa edile di Forlì-Cesena, ha ricordato l’obiettivo. Si tratta di “sviluppare un contesto inclusivo per persone con Alzheimer e altre forme di fragilità, attraverso il suo utilizzo terapeutico e sociale”. Sarà, ha aggiunto, “un laboratorio sociale in centro, per l’Alzheimer”, per un futuro che dovrebbe essere per tutti “sostenibile, anche davanti ai cambi di paradigma”.

Giorgia Battelli: superare la vergogna e lo stigma della malattia
Giorgia Battelli, coordinatrice della Fondazione Maratona Alzheimer, ha ricordato le tantissime persone in Italia affette da demenza, 1.400.000, e i tre milioni di persone coinvolte e la necessità “di superare la vergogna e lo stigma” che spesso accompagnano queste situazioni. È necessario, ha proseguito, far comprendere come in ogni situazione si possa essere utili. Ecco perché “è importante sensibilizzare sulla malattia. Con la malattia si può vivere, convivendo con essa”. Il messaggio fornito con il nuovo giardino, il primo all’interno di uno spazio pubblico, “è fortissimo – ha aggiunto la Battelli – perché dice che è possibile vivere certe condizioni in mezzo alla comunità”.
Ruffilli: “Il verde come cura e inclusione sociale”
Liliana Ruffilli, volontaria della Fondazione Alzheimer, socia Fidapa e già docente all’istituto agrario di Cesena, ha ricordato l’importanza del vivere in mezzo al verde e di come è nata l’idea del giardino in mezzo a uno spazio pubblico: per socializzare, per continuare a stare in mezzo agli altri, per sentirsi bene, come hanno inteso molto bene tutti i presenti ieri, in mezzo al giardino di Franca Sabadini, in uno spazio d’incanto in mezzo alla campagna di Bulgarnò (foto qui sotto), qua curata tutta come un unico e grande giardino. “Il verde come cura e inclusione sociale, per un benessere psico-fisico. In giardino non si è mai soli”. La Ruffilli ha anche ricordato dell’impegno nelle scuole nel parlare di temi legati all’inclusione delle persone svantaggiate.

Covarelli e Minotti: umanizzazione delle cure
Tre gli interventi dal lato Ausl della Romagna. La primaria del reparto di geriatria dell’ospedale “Bufalini” di Cesena, Maria Grazia Covarelli, e con lei la coordinatrice infermieristica, Alice Minotti, ha parlato di approccio alla persona e non più alla malattia. “Si è tutti rivolti alla umanizzazione delle cure”, ha aggiunto, per fare comprendere la volontà di avvicinare l’ammalato non per la sua malattia, ma per il suo bisogno di relazione che rimane immutato nonostante la malattia. Sono state anche ricordate, come attività molto positivi poste in essere, una collaborazione con gli scout, la pet therapy e la musicoterapia.
Montesi: grazie ai tanti donatori
Ha concluso il giro di interventi Elisabetta Montesi, responsabile fundraising dell’Ausl Romagna, ricordando che “molte di queste attività sono possibili solo grazie all’intervento di numerosi donatori”. Come dire: senza l’aiuto di tanti, diversi interventi sarebbero impossibili. La solidarietà e la condivisione si realizzano con idee cui occorre dare concretezza.
Il giardino sarà dedicato a Eva Mameli. la mamma di Italo Calvino
Infine è stata svelata l’intitolazione del nuovo giardino che, anche se non ancora del tutto ufficiale, dovrebbe essere dedicato alla madre di Italo Calvino. Eva Mameli Calvino, la prima laureata in botanica in Italia.
