L’arte sacra come ponte tra generazioni

Esposizione di artisti cesenati al “Don Baronio”. Inaugurazione nel pomeriggio di giovedì 15 con il vescovo e l'abate del Monte

Foto di gruppo per artisti e organizzatori nella chiesa del don Baronio, accanto alla tomba del canonico

Le sculture e i dipinti di una dozzina d’artisti cesenati entrano nella Casa residenza anziani don Baronio (via Mulini 24, Cesena) per la mostra “Divina bellezza. Arte sacra per don Baronio”.

Nomi di primo piano, come Leonardo Lucchi, Luciano Navacchia, Enrico Guidi, Decio Zoffoli, Roberto Forlivesi, per la scultura, Gianluca Bosi, Fabio Castellani, Carlo Panzavolta, Massimo Pulini, Andrea Tassini, Patrizio Virzì e Tommaso Magalotti per la pittura.

La mostra sarà inaugurata giovedì 15 ottobre alle 15,30 alla presenza del vescovo di Cesena-Sarsina Antonio Giuseppe Caiazzo e di dom Mauro Maccarinelli, abate di Santa Maria del Monte.

Una collocazione insolita

L’evento si colloca nell’ambito del centenario di fondazione dell’opera Don Baronio (già Istituto figli del popolo): «Questa mostra riunisce i migliori artisti di arte sacra che abbiamo nel territorio – ha spiegato questa mattina in conferenza stampa Luca Brasini, direttore della Fondazione – che si sono trovati con spirito di servizio e di amicizia sincera, riuniti da Luciano Almerigi, presidente onorario della Società Amici del Monte. Per noi ospitarli è un dono e permetterà a tutti di entrare in un contesto, come il nostro, che ospita delle fragilità, persone in un percorso di vita delicato. Qui può venire gente che non ha mai messo piede al don Baronio e conoscere questa realtà, sfatando certi luoghi comuni».

Lo spazio espositivo è costituito dall’edificio di culto che conserva l’urna cineraria di don Baronio e dai due ambienti adiacenti, abituali luoghi d’incontro e d’accoglienza.

In conferenza stampa presente anche don Piero Altieri, da qualche anno ospite della struttura, definito “collante” tra gli artisti: « Sarebbe facile trovare un locale attrezzato appositamente per delle mostre. Ma qui veniamo invitati al don Baronio. Tutti abbiamo un cuore che pulsa e ogni artista ha trovato il modo di esprimerlo attraverso l’arte. Ognuno di noi è poi parte di una città viva, il cui cuore pulsante passa anche per il “don Baronio”. Bisogna farlo capire con le strade più opportune, aprendo queste porte a tutti».

Conferenza stampa al don Baronio

Un gioco di squadra

Per Luciano Almerigi: «questa è una mostra molto condivisa, con il doppio patrocinio della Diocesi e dell’Abbazia del Monte, oltre al Comune di Cesena e ai tre quartieri che fanno riferimento al Monte: Centro Urbano, Cesuola e Fiorenzuola. I promotori principali, anche economici, sono la Fondazione don Baronio e l’associazione Amici del Monte, impegnati anche nella realizzazione del catalogo. Tra i collaboratori figurano l’Officina dell’arte di Angelo Fusconi e l’Università della Terza età, che si ritrova abitualmente al don Baronio».

L’assessore ai Quartieri Lorenzo Plumari ha ringraziato promotori e artisti, sottolineando come l’arte sacra sia una cifra del contemporaneo «una forma artistica che non parla solo di religione ma di emozioni. Cesena custodisce in patrimonio artistico straordinario, non sempre valorizzato a sufficienza. Il Don Baronio è un simbolo della città e qui la cultura esce dai luoghi canonici, l’arte incontra le persone».

Il curatore

«Siamo partiti da ciò che diceva il concilio Vaticano II – ha sottolineato in conferenza stampa il curatore Orlando Piraccini – ossia portare l’arte sacra al di fuori dei tradizionali luoghi di culto, per incontrare le comunità là dove vivono facendo dell’arte un tramite per il divino. I 12 artisti scelti non sono assieme per caso e vanno da chi ha esperienze di lungo corso, come Magalotti, fino al più giovane Bosi. Valenti pittori e scultori cesenati per i quali il tema sacro ha rappresentato e continua a rappresentare motivo d’ispirazione non occasionale. Con la loro intima bellezza, pitture e sculture sono da ammirare come prodotti autentici scaturiti dall’ingegno degli artisti e dal loro mettersi in prova di dialogo con Dio creatore».

Gli artisti

Si possono ammirare sculture di Enrico Guidi (opere di piccolo formato in pietra, legno e marmo), Leonardo Lucchi, Luciano Navacchia, Decio Zoffoli oltre a quelle di Roberto Forlivesi già presenti all’interno della chiesa del centro residenziale e pitture di Gianluca Bosi, Fabio Castellani, Carlo Panzavolta, Massimo Pulini, Andrea Tassini, Patrizio Virzì e di Tommaso Magalotti unitamente ad alcuni suoi piatti ceramici. Mancano artiste di sesso femminile, ma non per scelta dei curatori: «chi avevamo contattato si è chiamata fuori per motivi di salute».

Per Piraccini: «Cesena, a differenza di altre città, è sempre stata vocata alle rappresentazioni sacre. Le opere di alcuni di questi artisti si trovano già nelle chiese o in prossimità di esse. Pensiamo alla statua di san Giovanni di Lucchi, fuori dalla Cattedrale. A Madonna delle Rose, nel primo altare a destra, una pala di Pullini, Carlo Panzavolta e il murale a Ponte Pietra. È inoltre da segnalare la grande tela con la scena della Crocefissione, che il pittore Andrea Tassini intende donare in questa occasione alla Curia di Cesena-Sarsina. Sempre nella prospettiva di una sua destinazione chiesastica si ripresenta il Cristo Deposto di Luciano Navacchia qui con l’aggiunta delle prime quattro figure che comporranno il “Compianto”».

La formella ritrovata

Tra le opere già esposte in città, è stata citata la formella dell’Annunciazione di Leonardo Lucchi, collocata a suo tempo all’angolo tra via Pascoli e via Verdi (parte della “Via Mariae” verso l’Abbazia di santa Maria del Monte) e rimossa all’avvio dei lavori nel complesso del Sacro Cuore, quasi vent’anni fa. A lungo scomparsa, l’opera d’arte è “riemersa” di recente e Lucchi stesso si è impegnato nel suo restauro.

Immagine d’archivio della formella all’angolo tra le vie Pascoli e Verdi, prima dell’avvio del cantiere nell’area Sacro Cuore

Orari di apertura ed eventi

L’esposizione resterà aperta al pubblico fino al 15 novembre e sarà visitabile durante gli orari di accesso alla Casa di Riposo (9,30-11 e 15-17,15) ed eventualmente su appuntamento. Un invito è rivolto dagli organizzatori alle scuole cesenati a cogliere l’occasione della mostra d’arte sacra per una visita all’interno del “Don Baronio”.

Un incontro pubblico è previsto per sabato 14 novembre alle 10,30 in occasione del finissage della mostra per la presentazione del catalogo della mostra comprendente testi di Luca Brasini, Filippo Panzavolta, Luciano Almerigi, don Piero Altieri, Orlando Piraccini (con un testo sulla storia dell’arte sacra a Cesena dal primo ‘900 alla contemporaneità), oltre alle illustrazioni di alcune delle opere in mostra ed immagini specificamente dedicate all’allestimento espositivo.