Diocesi
Lavoro ed edificazione, la festa diocesana alla “Ecopesce” di Cesenatico
Sabato 2 maggio nell'azienda di lavorazione e trasformazione di prodotti ittici. Alle 16,30 i saluti e le testimonianze. A seguire, la Messa presieduta dal vescovo Antonio Giuseppe Caiazzo
La proposta annuale promossa dall’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro, attraverso la Commissione Gaudium et Spes
Appuntamento a sabato 2 maggio presso l’azienda “Ecopesce”
Torna la festa del lavoro. E torna con la Messa presieduta dal vescovo Antonio Giuseppe, su proposta dell’Ufficio diocesano per i problemi sociali e il lavoro, attraverso la Commissione Gaudium et Spes. “Il lavoro e l’edificazione della pace” è il titolo dato a questo appuntamento, per riprendere il tema del messaggio dei vescovi italiani per la Giornata dell’1 maggio. L’azienda Ecopesce di Cesenatico (in via Francesco Masini, 41/c) presso la quale sabato 2 maggio dalle 16,30 si celebrerà la giornata diocesana 2026, è specializzata nella lavorazione, trasformazione e personalizzazione di prodotti ittici. Dalle 16,30 vi saranno i saluti e alcune testimonianze. Alle 17 l’arcivescovo Antonio Giuseppe Caiazzo celebrerà la Messa. Seguirà un momento conviviale.
Si lavora con dignità, per dare vita a una famiglia e per contribuire allo sviluppo della società
Andare a festeggiare la festa del lavoro in un’azienda del territorio ricorda a tutti che si lavora per vivere con dignità, per dare vita a una famiglia, per far crescere i figli, ma anche per contribuire allo sviluppo integrale della società. Quando l’uomo lavora si sente parte attiva di un popolo e contribuisce al futuro del Paese e dell’umanità. Se il lavoro è orientato al bene comune e non solo al profitto, si creano legami di solidarietà, antidoto alle tensioni e alla guerra.
Nel loro messaggio, i vescovi scrivono che il lavoro non può perdere la sua più vera e forte vocazione alla pace, la sua natura profonda di relazione buona tra gli uomini e con tutto il creato. Questo si può testimoniare a partire dall’operare quotidiano, con la consapevolezza che si deve rendere grazie a Colui che di tutto è l’autore. Per questo, si partirà da una celebrazione eucaristica perché si vuole riconoscere che è la presenza di Cristo che dà un senso pieno alla realtà del lavoro e alla costruzione di una società solidale, giusta e fraterna.
Una responsabilità che spetta a tutti
In questi periodi di conflitti diffusi, è evidente come lavoro e guerra si intreccino sempre più e come il lavoro al servizio di scopi bellici sottragga ingenti risorse economiche.
Su questo dato di fatto si deve vigilare e ciascuno può agire con scelte quotidiane. A tutti spetta una responsabilità educativa: fare in modo che ogni realtà si trasformi in “casa della pace” nella quale si promuove la giustizia.