Leone XIV all’Angelus: “Si fermi la guerra in Ucraina, gravi le conseguenze sui civili”

Il Pontefice lancia un appello alla pace in tutti i luoghi di conflitto, chiedendo preghiere per chi soffre, come le popolazioni ucraine “esposte al freddo dell’inverno”.

Foto Vaticannews

Si preghi per chi soffre, ci si adoperi affinché finisca la guerra. Papa Leone XIV ancora una volta, in occasione dell’Angelus, ha lanciato il suo appello per la pace nei Paesi dilaniati dal conflitto. Il Pontefice si è soffermato sull’Ucraina, che nei giorni scorsi ha vissuto drammatici bombardamenti russi contro le infrastrutture energetiche, che hanno lasciato oltre un milione di persone senza elettricità, acqua e riscaldamento a temperature sotto lo zero. 

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“Anche in questi giorni l’Ucraina è colpita da attacchi continui che lasciano intere popolazioni esposte al freddo dell’inverno – ha detto ieri, domenica 25 gennaio, il Pontefice, affacciandosi alle finestre del Palazzo Apostolico -. Seguo con dolore quanto accade, sono vicino e prego per chi soffre. Il protrarsi delle ostilità, con conseguenze sempre più gravi sui civili, allarga la frattura trai popoli e allontana una pace giusta e duratura. Invito tutti a intensificare ancora gli sforzi per porre fine a questa guerra”. 

Ai ragazzi di Ac: siate operatori di pace

Leone XIV si è rivolto affettuosamente ai tanti ragazzi dell’Azione Cattolica di Roma, presenti all’Angelus con i genitori, gli educatori e i sacerdoti. È parlando con loro, che con la loro Carovana della pace hanno colorato piazza San Pietro e via della Conciliazione, che il Papa è tornato a parlare dell’importanza di testimoniare la fraternità: “Cari bambini e ragazzi, vi ringrazio perché aiutate noi adulti a guardare il mondo da una altra prospettiva – ha spiegato -: quella della collaborazione tra persone e popoli diversi. Grazie! Siate operatori di pace a casa, a scuola, nello sport, dappertutto. Non siate mai violenti né con le parole né con i gesti mai! Il male si vince solo con il bene. Insieme con questi ragazzi preghiamo per la pace in Ucraina, in Medio Oriente, e in ogni regione dove purtroppo si combatte per interessi che non sono quelli dei popoli. La pace si costruisce nel rispetto dei popoli”.

Tutelare la dignità dei malati di lebbra

Il pensiero del Papa è andato poi alla Giornata mondiale dei malati di lebbra, che si è celebrata ieri, ai quali ha espresso la sua vicinanza, incoraggiando l’associazione italiana amici di Raoul Follereau (Aifo) e chiunque si prenda cura di tutti coloro che sono affetti da questa malattia, “impegnandosi a tutelare la loro dignità”. Leone XIV ha ricordato che domenica 25 gennaio, terza domenica del Tempo Ordinario, “è stata la Domenica della Parola di Dio”, istituita da Papa Francesco “sette anni fa per promuovere in tutta la Chiesa la conoscenza della Sacra Scrittura e l’attenzione alla Parola di Dio nella Liturgia e nella vita delle comunità”. Il Papa, quindi ha ringraziato “quanti si impegnano con fede e con amore per questa prioritaria finalità”. Leone XIV ha chiuso la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani con i vespri nella Basilica di San Paolo fuori le mura.

Francesca Sabatinelli (Vaticannews)

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