Lettere
Modena, Fratellanza (Siap): “La sicurezza non è solo repressione”
Il sindacato di Polizia: "Serve un approccio integrato e stabile, non interventi spot"
In merito ai fatti di cronaca di Modena di sabato scorso (vedi notizia al link sotto), riceviamo e pubblichiamo un contributo da Michele Fratellanza, segretario del Siap (Sindacato italiano appartenenti Polizia) di Forlì-Cesena, su impulso della Segreteria regionale.
Caro direttore,
quanto accaduto a Modena lo scorso 16 maggio ripropone con drammatica evidenza due temi strutturali che il Siap denuncia da tempo. Il primo riguarda il disagio psichico e la criticità normativa e operativa che merita un intervento strutturale. Siamo spesso di fronte a situazioni che si collocano tra la gestione sanitaria e l’intervento di ordine pubblico, dove le forze di polizia si trovano a intervenire in scenari che richiederebbero strumenti preventivi, sanitari e sociali integrati. La sicurezza non può essere demandata esclusivamente all’intervento repressivo, ma necessita di un sistema coordinato tra sanità, servizi sociali e sicurezza pubblica.
Organici carenti
Il secondo tema riguarda gli organici. I dati disponibili indicano che l’Emilia-Romagna si colloca tra le ultime regioni per numero di agenti in rapporto alla popolazione, con circa 235 operatori ogni 100.000 abitanti, secondo i dati richiamati dall’Osservatorio sui Conti pubblici. Si tratta di una criticità organizzativa strutturale che, in un territorio complesso e dinamico come il nostro, non può essere affrontata solo in via emergenziale. La sicurezza dei cittadini e le condizioni di lavoro degli operatori passano da una programmazione realistica e da una distribuzione equilibrata delle risorse sul territorio. Serve un approccio integrato e stabile, non interventi occasionali.