Rondoni a Sarsina: “Tutti cercano la felicità. San Francesco insegna la letizia”

La parola letizia viene da letame, da concime. "Di cosa vogliamo concimare la nostra vita?", ha chiesto il poeta

Concattedrale di Sarsina, martedì 1.9.2026. Da sinistra nella foto: Mia Canestrini, Davide Rondoni e, all'arpa, Stefania Betti
Concattedrale di Sarsina, martedì 1.9.2026. Da sinistra nella foto: Mia Canestrini, Davide Rondoni e, all'arpa, Stefania Betti

Ieri sera in una Concattedrale gremita per lo spettacolo “San Francesco e i lupi” proposto dal Comune con la Diocesi e il nostro giornale

La letizia per una vita fertile

“Tutti oggi rincorrono una felicità che poi non arriva”. Davide Rondoni, poeta e scrittore, presidente del Comitato nazionale per l’ottavo centenario della morte di San Francesco, fotografa così la società di oggi. Ma c’è un antidoto, che la vita e la storia di san Francesco insegna, spiega. Lui noi usa la parola “felicità”, che è sinonimo di ottimismo stupido ma “letizia” che viene da “letame”: quello che propone è una vita fertile, e per renderla tale serve il concime. “Tu la vuoi una vita lieta? Che concime usi?”, chiede il poeta al pubblico, al termine della serata. (cfr pezzo al link qui sotto della serata al Rotary Club Cesena)

Francesco e i lupi

Lo spettacolo, dal titolo “Francesco e i lupi”, ha visto come protagonisti, autori e interpreti, la zoologa Mia Canestrini, originaria di Bagno di Romagna e il poeta-scrittore Davide Rondoni. I due artisti sono stati accompagnati all’arpa da Stefania Betti. L’evento è stato proposto dal Comune di Sarsina, dalla Diocesi di Cesena-Sarsina e da altre istituzioni, tra cui il nostro giornale, le Acli Valle del Savio e il Comitato nazionale “San Francesco 1226-2026” di cui è presidente lo stesso Rondoni.

Il sindaco Cangini in prima fila, con il superiore dei Cappuccini

Gremita di gente la Concattedrale, con in prima fila il sindaco Enrico Cangini, il parroco, don Rudy Tonelli, e alcuni assessori. Nel pubblico, che ha seguito con grande interesse, si è notata la presenza del superiore dei frati Cappuccini di Cesena, il padre guardiano Filippo Gridelli, e del direttore della Commissione diocesana Gaudium et spes, Marco Castagnoli, che ha organizzato, con altri uffici della Diocesi, il programma del Tempo del Creato (cfr pezzo al link in basso).

La pace non la può dare Trump

Anche per la pace, spiega Rondoni, occorre uno sguardo diverso rispetto al sentire comune. “La pace è quella del Risorto altrimenti che pace è? Non te la può dare Trump o Zelensky. Solo il Risorto che ha vinto la morte”. Alla fine della sua vita, spiega Rondoni, Francesco riesce a chiamare per nome persino la morte: “sorella”, la definisce. E questo è un colpo di magia, che gli dà l’opportunità di mostrare la realtà in modo capovolto. “La realtà è buona perché è buono Dio. Francesco lo dice nell’incipit del Cantico delle creature ‘Altissimo, onnipotente, buon Signore’”: è lui, prosegue, che “rende amabile le
creature e anche me stesso. Non sono io che mi possiedo”. E la letizia di cui parla il titolo del suo ultimo libro? “Francesco non promette la felicità ma una vita resa fertile, letizia è la terra concimata, perché visitata dal Cielo”.