Soli e sulla gogna
Un tempo era “dagli all’untore”. Oggi è “dagli all’immigrato”. È mutato il destinatario, ma la violenza è rimasta la stessa. Così come si è scatenata anche la rabbia per non riuscire a controllare un fenomeno che sembra sfuggire di mano. Ma qua, a giudicare dall’episodio accaduto sabato scorso a Modena (cfr pag. 13 edizione cartacea), pare che di mano non stia sfuggendo l’immigrazione clandestina.
L’uomo di 31 anni, Salim El Koudi, che con la sua auto ha falciato otto persone, è un cittadino italiano di origini marocchine. Una precisazione che non va dimenticata. Il colpevole in questione è un giovane che ha conseguito una laurea triennale in Economia aziendale, ma ha faticato nell’inserimento lavorativo. Ha poi mostrato una situazione di fragilità psichiatrica, associata a un progressivo autoisolamento sociale.
Da qui sono nate forme di rabbia e odio manifestati anche sui social. Da questo contesto di mancato inserimento, come purtroppo accade anche a tantissimi altri giovani di origini italiane o straniere, è scaturito il suo folle gesto. Ai feriti, a nome di tutti gli italiani, ha portato la solidarietà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Basta propaganda, diciamolo. Sì, perché subito si è levato il coro di quelli che urlano “dagli all’immigrato”. Più lo urlano e più causano danni, scavano fossati, allontanano questi giovani di seconda generazione dal sentirsi del tutto italiani.
«Quanti anni devono passare, quante generazioni devono succedersi, quante dimostrazioni di appartenenza sociale sono necessarie perché una persona smetta di essere identificata come immigrata?», si è chiesto su Avvenire di martedì scorso Maurizio Ambrosini.
Speculare su fatti del genere per alimentare la rabbia, e magari guadagnarci voti, non può essere accettato. Tanto più se in mezzo si vogliono far passare questioni relative alle fedi religiose.
Qui c’è dell’altro. Siamo davanti a un disagio diffuso che non prende solo le nuove generazioni e non solo quelle di origini straniere. La solitudine fa parte di un male di vivere assai strisciante che colpisce un po’ a tutte le età. Ci sono categorie più fragili, e i giovani italiani figli di immigrati possono essere tra queste. Infine, come non ricordare che fra coloro che hanno bloccato Salim El Koudi, ci sono due uomini di origini egiziane?
Chiudo con le parole dell’arcivescovo di Modena, Erio Castellucci: «Cerchiamo di sostenere l’azione di tutti coloro che credono nella pace».
Beati gli operatori di pace…
