Uscire dalla bolla
Pensiero critico. Credo sia questa la più grande sfida di oggi.
Costruirci una nostra idea, non influenzata, o poco influenzata dallo strapotere della comunicazione digitale che ci invade, ci sovrasta, ci domina, ci detta l’agenda, ci indica gli argomenti da trattare in pizzeria, con gli amici. E senza che ce ne accorgiamo. Anzi, direi di più: convinti di poter agire in maniera autonoma, con coscienza libera. Nulla di più falso. Bisogna avere il coraggio di dirlo, di scriverlo e di ammetterlo.
Chi ha un minimo di onestà intellettuale sa molto bene quanto ogni nostro comportamento e ogni nostro pensiero sia indotto da quello che respiriamo nell’aria.
L’informazione, di ogni tipo, ci permea nella mente e arriva fino ai nostri cuori. Li mette in crisi. Incrina le nostre certezze, influisce sul nostro umore, sulle decisioni, sulle scelte quotidiane, da cosa compriamo al supermercato a come pensiamo all’Africa, dalle idee che ci facciamo sulla guerra in Medio Oriente o su quella in Ucraina fino al voto sul referendum, all’opinione su Trump, sul governo, sul Papa, sulla Chiesa.
Abitiamo in questa bolla. O ce ne rendiamo conto o rischiamo di vivere da automi, convinti di essere liberi di scegliere. In realtà siamo sospinti da forze tanto subdole da penetrare nei nostri vissuti e indirizzarli come altri vogliono.
Ci sono molti strumenti di distrazione di massa. Chi se ne rende conto?
L’inflazione sale e i prezzi di diesel e benzina vanno alle stelle. Le famiglie arrancano sempre di più nel fare quadrare i conti tra stipendi che non crescono e bollette di luce e gas che non trovano freni. Nei tg nazionali spopolano da settimane storie di cronaca nera che diventano argomenti di conversazione e sviano la nostra attenzione dalle urgenze di ogni giorno. Come difendersi e come attrezzarsi in questo guazzabuglio di comunicazioni? “Custodire voci e volti”, dice papa Leone per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali che si celebra domenica prossima.
Stare in allerta, vigilanti, aggiungerei, facendosi aiutare da voci amiche di cui potersi fidare. Leggere un giornale o consultare un sito piuttosto che un altro non è per nulla indifferente.
Anzi, fa la differenza. A chi mi affido?
Con chi vorrei costruirmi un’idea sui grandi temi del mondo? Con chi confrontarsi? A queste domande dobbiamo cercare di rispondere ogni volta che facciamo un clic online. Ne va della nostra indipendenza e del nostro giudizio. Ne va del nostro stare nel mondo senza essere del mondo.
