Domenica 11 ottobre – 28esima Domenica Tempo ordinario – Anno A
L’ABITO DELLE NOZZE DA INDOSSARE OGNI GIORNO
Is 25,6-10; Salmo 22; Fil 4,12-14.19-20; Mt 22,1-14
La parabola delle nozze racconta di un re che invia i suoi servi a chiamare gli invitati alla festa per le nozze del figlio. I servi radunarono tutti quelli che trovarono – cattivi e buoni – e la sala delle nozze si riempì. Poi si concentra su un uomo senza abito nuziale. Al versetto 14 abbiamo un detto di Gesù: molti chiamati, pochi gli eletti. Il re è Dio, il figlio è Gesù.
La festa per le nozze rappresenta il banchetto che ci aspetta alla fine dei tempi. I servi sono i messaggeri di Dio. L’uccisione degli invitati rappresenta il martirio dei profeti e di Gesù. Ma attenzione, ogni parabola deve avere un senso anche per il lettore di oggi. Gesù sta parlando ai leader di Israele e non a tutto il popolo.
Diamo la responsabilità agli altri che hanno rifiutato l’invito; lasciamoci invece interpellare dal fatto che la possibilità di non entrare alla festa esiste per tutti: quante scuse portiamo per non accettare la chiamata.
Il primo gruppo di destinatari rifiuta senza dare spiegazioni. Il re non si arrende e dice: «Tutto è pronto, gli animali sono stati macellati, venite alla festa di nozze». Gli invitati cercano di giustificarsi dicendo di essere impegnati negli affari o nei lavori agricoli. Altri invitati pieni di tracotanza uccidono i servi. Il mistero della misericordia di Dio non si ferma davanti a nessun ostacolo: non dimentica il popolo di Israele e nemmeno nessun altro popolo della terra.
Nella seconda parte il re dice a un uomo: «Con quale diritto sei entrato senza l’abito di nozze?». La chiamata può giungere a ogni istante. Cosa significa l’abito nuziale? Senza una fede attiva non possiamo arrivare a Dio.
La stessa domanda fu posta al rabbino R. Eliezer, il quale rispose: «Fa penitenza un giorno prima della tua morte». Subito gli chiesero: «Come facciamo a saperlo?». «Il vestito di nozze è la penitenza. Devi indossarlo prima che sia troppo tardi: un giorno prima della tua morte, cioè oggi».
