Bussola dignità
Papa in Spagna, viaggio di peso. È la sensazione che si vive (cfr pag. 11 edizione cartacea) seguendo in questi giorni la visita di Leone XIV nel Paese iberico. La processione del Corpus Domini di domenica scorsa, la veglia con i giovani di sabato sera: il Pontefice è riuscito a portare in piazza almeno due milioni di persone, in un Paese fino a qualche decennio fa definito cattolicissimo, ora sulla strada di una secolarizzazione diffusa.
Prevost non fa sconti, anche se i toni sono sempre pacati. Il suo parlare è chiaro: «nessuno può inginocchiarsi davanti al Signore e disprezzare il fratello», dice nell’omelia rivolgendosi all’interno della Chiesa e anche a chi tende ancora a separare fede e vita vissuta.
In questi primi giorni di viaggio ogni intervento meriterebbe approfondimenti. L’attenzione verso il Papa si è alzata in maniera esponenziale dopo il non voluto scontro con il presidente Usa Donald Trump. Le guerre in atto sono al centro dei suoi pensieri e la parola pace è una delle più gettonate in ogni discorso. La pubblicazione dell’enciclica Magnifica humanitas ha amplificato l’attenzione sulle vicende vaticane come accadde nei primi tempi del pontificato di Francesco quando le novità si succedevano ogni giorno.
Con Leone XIV si intuisce che ogni parola è pensata e meditata. Il suo pensiero mai banale. E mai scollegato da una vita di fede che si traduce in prassi quotidiana. È stato questo il grande richiamo che Prevost ha rivolto al Parlamento spagnolo, riunito in seduta comune lunedì scorso nel Palacio de las Cortes, a Madrid. «Quando si rivolge alla vita pubblica – ha detto – il Papa lo fa nel rispetto della missione propria delle istituzioni», offrendo «una riflessione che nasce dal desiderio di servire il bene comune e di ricordare ciò che rende veramente umana la convivenza».
La fede non può restare nel cassetto. I credenti in Cristo vivono nel mondo e ambiscono a essere sale della terra. Leone ha parlato di «dignità umana inviolabile che precede ogni concessione dello Stato e non può essere subordinata a nessuna fluttuazione di maggioranze o a consensi sociali mutevoli».
Poi ha indicato sei ambiti essenziali, sui quali non si può transigere: la difesa della vita, la famiglia, l’educazione, la pace, il dramma delle migrazioni, la libertà religiosa. E ha richiamato alla «giustizia e al bene comune come misura delle relazioni sociali, a livello nazionale e internazionale».
Una lezione non solo per la Spagna. Per ognuno di noi e per il mondo intero.
