Socia, minori e regole. Un libro per trovare la bussola

Il dibattito sull’introduzione di un’età minima per l’iscrizione ai social network è entrato con forza anche in Italia.

La crescente preoccupazione per gli effetti dell’uso precoce delle piattaforme digitali sulla salute mentale, sulla qualità delle relazioni e sui processi educativi ha spinto politica, scuola e famiglie a interrogarsi sulla necessità di regole più stringenti.

Attualmente, nel nostro Paese, l’accesso ai servizi online è fissato a 14 anni, ma diverse proposte legislative puntano ad alzare l’asticella.

L’Italia guarda con attenzione a quanto accade all’estero. L’Australia ha già adottato misure molto restrittive per limitare l’accesso dei minori ai social, mentre altri Paesi stanno valutando soglie comprese tra i 15 e i 16 anni.

Anche il Parlamento europeo ha recentemente chiesto una maggiore tutela dei minori online, proponendo un’età minima di 16 anni per l’accesso ai social media, con eventuali deroghe accompagnate dall’autorizzazione dei genitori.

Al centro della discussione non c’è solo il divieto in sé, ma soprattutto la capacità delle piattaforme di verificare realmente l’età degli utenti e di garantire ambienti digitali davvero sicuri.

La legge, però, da sola non basta. La sfida decisiva resta quella educativa.

È proprio in questa prospettiva che si colloca “Crescere connessi. Una sfida per genitori e figli” (Il Mulino, 2026), il nuovo volume di Giuseppe Riva, docente di Psicologia della comunicazione all’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore dello Humane Technology Lab.

Il libro affronta una domanda sempre più urgente: come accompagnare bambini e adolescenti in un mondo nel quale smartphone, social network e piattaforme digitali fanno parte della quotidianità fin dai primi anni di vita?

L’autore evita sia gli allarmismi sia gli entusiasmi ingenui, proponendo un approccio fondato sulle più recenti evidenze neuroscientifiche e psicologiche.

Uno degli aspetti più interessanti dell’opera è il percorso che segue le diverse fasi della crescita, dai primi contatti con gli schermi nella fascia 0-2 anni fino all’adolescenza e alla costruzione dell’identità digitale sui social. Riva analizza i rischi dell’esposizione precoce al digitale, il ruolo delle app educative, il fenomeno del cyberbullismo, le dinamiche dell’iperconnessione e le sfide legate all’uso dello smartphone.

Ma soprattutto offre indicazioni pratiche a genitori, insegnanti ed educatori per svolgere quel ruolo di “mediatori digitali” di cui oggi c’è un bisogno crescente.