Dall'Italia
È morto Francesco Guccini
Il decesso è avvenuto quesa mattina. Grande lutto per il mondo della musica. Il suo capolavoro "Dio è morto" è stato elogiato da san Paolo VI e trasmesso da Radio Vaticana
È morto questa mattina a 86 anni Francesco Guccini. Il cantautore emiliano si trovava in Toscana, a Pavana, dove risiedeva, circondato dalla famiglia.
I funerali sono stati annunciati in forma privata.
**** Notizia in aggiornamento ****
Oggi, giovedì 6 agosto, è morto a Pavana (frazione di Sambuca Pistoiese, Pistoia), a 86 anni e a causa di una lunga malattia, uno dei più grandi e originali cantautori della musica italiana: Francesco Guccini.
Cronista per la Gazzetta di Modena
Nato a Modena il 14 giugno 1940, da giovane ha frequentato l’istituto magistrale “Carlo Sigonio”, scuola che ha avuto, tra gli allievi, anche il tenore emiliano-romagnolo Luciano Pavarotti. Guccini ha svolto diversi lavori, tra i quali quello di cronista per la “Gazzetta di Modena”. Nell’aprile 1960, mentre stava intervistando per il giornale Domenico Modugno, maturò in lui la passione per la musica.
L’inizio con i “Gatti”
Ha iniziato come cantante e chitarrista in un’orchestra di balera, i “Gatti”. Quest’ultima aveva, al sassofono, il futuro membro degli Equipe 84, Victor Sogliani. L’album d’esordio del cantautore modenese è stato “Folk beat n.1″, uscito nel marzo 1967. Nonostante sia stato un insuccesso commerciale, si tratta di un lavoro importante, in quanto contiene già gli argomenti cari alla musica di Guccini, come la morte, il suicidio e l’ Olocausto.
“Radici”: La locomotiva
Il grande successo è arrivato con l’album “Radici” del 1972, contenente canzoni famose (come “La locomotiva”, ispirata ad una storia vera) e capace di esprimere un grande attaccamento alla propria terra (sulla copertina del disco sono presenti i prozii e i nonni dello stesso Guccini). Da questi primi lavori é partita la sua carriera, durata dal 1960 al 2006 e durante la quale si sono succeduti 30 album (17 in studio, otto dal vivo e cinque raccolte) e tantissimi successi come “Noi non ci saremo”, “La canzone del bambino nel vento (Auschwitz)”, “Dio è morto” e “Canzone per Piero”.
Dio è morto, elogiata da San Paolo VI, censurata dalla Rai
Ha lavorato, dal 1967 al 2006, per la casa discografica Emi Italiana (la divisione italiana della britannica Emi), diventando l’artista italiano che vi ha lavorato per il maggior numero di anni e il secondo in assoluto, dopo Paul McCartney. Ha scritto canzoni per grandi artisti come i Nomadi, Caterina Caselli, Bobby Solo, Zucchero (per lui ha scritto “Un soffio caldo”, canzone contenuta nell’album “Chocabeck” del 2010).
Particolare la situazione vissuta dal brano, che può essere considerato il capolavoro gucciniano: “Dio è morto”. Canzone dal potente messaggio, è stata elogiata da san Paolo VI, trasmessa da Radio Vaticana ma censurata per blasfemia dalla Rai.
Guccini attore
Come attore, ha recitato in 17 tra film e documentari di vario genere. Tra essi si annoverano “Radiofreccia” di Luciano Ligabue (1998) e tre pellicole dirette da Leonardo Pieraccioni: “Ti amo in tutte le lingue del mondo” (2005), “Una moglie bellissima” (2007) e “Io e Marilyn” (2009).
A lui intitolati un asteroide, un cactus e una farfalla
Ha ricevuto tanti premi e riconoscimenti, tra i quali il titolo di “Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana” e sei premi del “Club Tenco” (quattro targhe e due premi per la carriera).
L’importanza di Guccini ha travalicato il mondo della musica. Nel 2004, il testo di “Canzone per Piero” è stato inserito tra le tracce della prima prova di un esame di maturità. Infine, a Guccini sono stati dedicati una farfalla (“Parnassius mnemosyne guccinii”), un asteroide (“39748 Guccini”) e un cactus messicano (“Corynoppuntia guccinii”).