Cesena
Al cinema “Carlo Acutis. Il giovane santo”
La recensione di don Filippo Cappelli e dove vedere il documentario
Uno dei film più visti del momento è un documentario.
Il film
Oggi è l’ultimo giorno per vedere al cinema “Carlo Acutis. Il giovane santo”, diretto da Luca Salmaso, uscito in occasione dei vent’anni dalla morte del primo santo “millenial” e distribuito nelle sale solo per pochi giorni. Ogni anno oltre un milione di pellegrini visita la sua tomba ad Assisi. Ottantamila fedeli hanno preso parte alla sua canonizzazione nel 2025. Oggi, la storia di Carlo Acutis arriva sul grande schermo con il primo documentario ufficiale a lui dedicato, che sta facendo registrare numeri importante di presenze in sala.
Gli orari
Il film sarà proiettato oggi, mercoledì 21 ottobre, alle 19 all’Eliseo di Cesena. All’Aladdin di Cesena è in programma oggi, venerdì e sabato alle 18,30, domenica 25 ottobre alle 16 e martedì 27 ottobre alle 18,30.
La recensione
Di seguito, la recensione del film a cura di don Filippo Cappelli.
In un tempo in cui lo schermo sembra spesso assorbire ogni attenzione e i social dettano ritmi, desideri e relazioni, la figura di Carlo Acutis propone una provocazione semplice e luminosa: la santità non appartiene a un passato lontano, né è riservata a persone straordinarie per condizioni di vita. Può germogliare anche nell’esistenza quotidiana di un adolescente, tra la scuola, le amicizie, la passione per l’informatica e l’amore per Gesù.
Il film “Carlo Acutis. Il giovane santo” richiama l’attenzione su una testimonianza capace di parlare soprattutto alle nuove generazioni. Carlo non viene presentato come un ragazzo fuori dal mondo, ma come un giovane che ha saputo abitare il proprio tempo senza lasciarsene imprigionare. La tecnologia, nelle sue mani, non diventa un idolo né un fine, ma uno strumento da mettere al servizio del Vangelo. La sua capacità di coniugare fede e linguaggio digitale mostra che l’annuncio cristiano può attraversare anche le strade della modernità.
Il cuore della sua esperienza spirituale è l’Eucaristia, definita da Carlo la sua «autostrada per il Cielo». Non una formula devota, ma il centro di una relazione che orienta le scelte, alimenta la carità e insegna a riconoscere Cristo nei più fragili. È qui che la sua testimonianza supera la dimensione biografica e diventa una proposta concreta per tutti: vivere con autenticità, non sprecare i propri talenti e fare della fede una presenza operosa nella vita degli altri.
La malattia e la morte prematura rendono ancora più incisivo il messaggio del giovane santo, senza cancellare la freschezza della sua età. La sua storia invita a interrogarsi su ciò che conta davvero e sul modo in cui utilizziamo il tempo, le capacità e le opportunità ricevute. Più che celebrare un modello irraggiungibile, il film invita a riscoprire una santità possibile, fatta di gesti quotidiani e di amore fedele. Carlo Acutis ricorda che non occorre fuggire dal mondo digitale per incontrare Dio: occorre, piuttosto, imparare a viverlo con cuore libero, occhi aperti e uno sguardo rivolto al Cielo.