A piedi da La Verna ad Assisi, l’esperienza di Rosauro Amadori

La testimonianza: "Esperienza unica. Un viaggio interiore alla riscoperta di sé stessi"

L'arrivo di Rosauro Amadori ad Assisi

Riceviamo e pubblichiamo il diario dell’esperienza di Rosauro Amadori, già presidente dell’Azione Cattolica diocesana, che nei giorni scorsi ha compiuto a piedi il percorso di 191 chilometri da La Verna ad Assisi.

Caro direttore,

martedì 13 ottobre sono partito a piedi da La Verna con destinazione Assisi per la Via di Francesco. Il percorso è lungo 191 chilometri, con un dislivello positivo di 6.246 metri e negativo di 7.038, e si snoda in sentieri, viottoli e stradelle asfaltate. La Verna, Pieve Santo Stefano, San Sepolcro, Citerna, Città di Castello, Pietralunga, Gubbio, Valfabbrica, Assisi. Questi sono i borghi del cammino, attraversati quest’anno, da tanti pellegrini in occasione dell‘800esimo anniversario della morte del Santo patrono d’Italia. Vi si aggiungono tanti altri piccoli borghi sperduti fra monti e colline, che sono delle autentiche perle di bellezza e accoglienza.

Lo scorcio di un paesaggio visto da Amadori lungo il cammino

È un’esperienza unica e meravigliosa che consiglierei a tutti perché è soprattutto un viaggio interiore alla riscoperta di sé stessi. Avevo intenzione di intraprendere da il cammino da solo, ma ogni giorno ho trovato compagni di viaggio sempre nuovi e inaspettati. Giovani, meno giovani e tanti stranieri con cui si condivide un pezzo di strada e ci si racconta la vita con franchezza e semplicità. Con diverse persone, dopo un po’ di strada insieme, sembra di conoscersi da una vita intera, tanto c’è la curiosità e la voglia di condividere.

È bello soprattutto ritagliarsi tempi e spazi di silenzio in cui si sente solo lo scricchiolio dei nostri passi e una preghiera che nasce spontanea come segno di gratitudine per tutta la bellezza che ci circonda. Descrivere questi luoghi è quasi impossibile perché non si renderebbe mai abbastanza l’idea di quella che è la realtà. Borghi, pievi, abbazie, eremi, chiese e poi c’è la natura che fa da splendida cornice a tutto. Luoghi e sentieri che lo stesso Francesco ha percorso, visitato e vissuto con la forza, il coraggio, la dolcezza e la sensibilità che sappiamo. Da pellegrini si è accolti ovunque con grande attenzione e calore. Un po’ come accadeva a Francesco e ai suoi fratelli perché portavano a quelle persone la voce e il profumo della Buona Notizia. Speriamo che anche noi nel nostro piccolo, e non solo in occasioni speciali come può essere questa, possiamo fare altrettanto nella vita di ogni giorno.

Quando il 20 ottobre sono arrivato ad Assisi davanti alla basilica del Santo il cuore mi batteva fortissimo nel petto. Sono sceso alla basilica inferiore fino al suo sepolcro e mi sono fermato in un silenzio contemplativo. Grato per la bellissima esperienza vissuta e soprattutto per tutto quello che lui ci ha lasciato perché crescano anche in tutti noi germogli di bene e di pace. Laudato sii, mi’ Signore”. E buon cammino!

Rosauro Amadori