Dalla Chiesa
Papa in Guinea Equatoriale. Messa a Malabo: “Gesù libera ogni popolo dalla schiavitù del male”
Si è concluso il lungo viaggio di Leone XIV in Africa. Questa sera il rientro a Roma. Ieri la visita alla prigione di Bata. "Me ne vado portando con me un tesoro inestimabile di fede e di speranza"
Si è concluso il viaggio apostolico di papa Leone XIV in Africa. Dal 13 al 23 aprile ha visitato l’Algeria, il Camerun, l’Angola e la Guinea Equatoriale. Alle 19,55 di oggi è previsto l’atterraggio a Roma.
“In Cristo troviamo pienezza e senso”
“Attraverso l’esodo definitivo che è la Pasqua di Gesù, ogni popolo viene liberato dalla schiavitù del male”, ha spiegato Prevost, nell’omelia della Messa nello stadio di Malabo, dove Leone è stato accolto – come in ogni tappa del suo lungo viaggio in Africa – da una sterminata folla di persone, con gli abiti tradizionali variopinti e i cappellini e le bandierine con i colori vaticani. “Mentre celebriamo quest’evento di salvezza, il Signore ci chiama a una scelta decisiva: ‘Chi crede ha la vita eterna’. In Gesù ci è donata una possibilità sorprendente: Dio dà sé stesso per noi. Mi fido che il suo amore è più forte della mia morte? Decidendo di credergli, ciascuno di noi sceglie tra una disperazione certa e una speranza che Dio rende possibile. Allora la nostra fame di vita e di giustizia trova ristoro nella parola di Gesù”. “Cristo per noi è tutto!”, ha esclamato Leone XIV: “In lui troviamo pienezza di vita e di senso: ‘Se sei oppresso dall’iniquità, egli è la giustizia; se hai bisogno di aiuto, egli è la forza; se temi la morte, egli è la vita; se desideri il cielo, egli è la via; se sei nelle tenebre, egli è la luce’”, la citazione di sant’Ambrogio.
“Cristo è la luce della Guinea Equatoriale”
Infine un “grazie a tutti voi, popolo di Dio e pellegrino in questa terra!, al termine della Messa, ultimo appuntamento pubblico del viaggio in Africa. “Cristo è la luce della Guinea Equatoriale, e voi siete il sale della terra e la luce del mondo”, ha proseguito Leone XIV ringraziando le autorità religiose e civili e “tutti coloro che in vario modo hanno contribuito al successo della mia visita”. Poi il messaggio per l’intero continente: “Me ne vado portando con me un tesoro inestimabile di fede e di speranza! È un tesoro grande, pieno di storie, volti e testimonianze, di gioie e sofferenza, che ha arricchito la mia vita e il mio ministero come successore di Pietro. E come nei primi secoli, l’Africa è chiamata a contribuire in modo significativo alla santità e al carattere missionario del popolo ristiano”, la consegna finale del Papa, che ha affidato all’intercessione di Maria “le vostre famiglie e comunità e tutto il popolo africano”.

“Non permettete che il passato vi rubi la speranza nel futuro”
Fra le tappe più suggestive della visita, ieri alla prigione di Bata. “Dio non si stanca mai di perdonare. Apre sempre una nuova porta a chi riconosce i propri errori e desidera cambiare”, ha detto il Papa, incontrando i detenuti e tutti coloro che lavorano nel penitenziario: il direttore, gli agenti e il cappellano. “Non permettete che il passato vi rubi la speranza nel futuro”, le parole rivolte alle persone recluse: “Ogni giorno può essere un nuovo inizio. Affidiamo questo cammino alla Vergine Maria, Madre di Misericordia. Che ella accompagni le vostre vite, consoli i vostri cuori e protegga le vostre famiglie. Oggi voglio assicurarvi la mia vicinanza e la mia preghiera per voi e per tutto il popolo della Guinea Equatoriale. E ricordate sempre: una persona che si rialza dopo essere caduta è più forte di prima. Che il Signore vi conceda pace, speranza e la forza per ricominciare”.

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