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Con i media dei cattolici un investimento sul pensiero

Se oggi vogliamo incarnare e testimoniare la bellezza dell’esperienza cristiana, pur con tutti i limiti del nostro essere uomini e donne, non possiamo non stare, da credenti e con i nostri mezzi, nel mondo dei mass media. Lo avevano capito tanto tempo fa quanti ci hanno preceduto. Può essere cruciale anche in questi anni così convulsi e tumultuosi

Foto Siciliani-Gennari/SIR

Pubblichiamo l'articolo che oggi è uscito sul quotidiano Avvenire, nella pagina dedicata ai temi della comunicazione (Portaparola), firmato dal nostro direttore Francesco Zanotti. Lo stesso pezzo è stato ripreso anche nell'home page dell'agenzia Sir.

La domanda ricorre di continuo nei nostri ambienti ecclesiali: ha ancora senso che la Chiesa continui a investire nei mezzi della comunicazione sociale? Non sono risorse che potrebbero essere indirizzate altrove, magari verso i poveri? Con i mezzi digitali di cui disponiamo, con l’intelligenza artificiale che sostituirà diverse abilità umane, le nostre Chiese locali – e anche la Cei – si devono ancora impegnare in prima linea in questo delicato snodo rappresentato dai mass media?

Per cercare di proporre qualche risposta credo sia importante tornare alle origini di questo impegno dei cattolici nella vita sociale del nostro Paese. Eravamo sul finire del 1800, con i credenti fuori dalla politica attiva. Rimaneva da occupare qualche spazio in ambito sociale, nel cosiddetto “pre-politico”. Nacquero le Casse rurali, le cooperative e tantissimi fogli di ispirazione cristiana. Tutte opere presenti anche oggi, che hanno resistito nei decenni al mutare dei tempi.
Noi siamo figli di quella tradizione che definire gloriosa è riduttivo. Cosa poteva voler dire arrischiare un giornale a fine Ottocento? Con quali risorse? Con quali energie? Per quale pubblico?
Domande ingombranti, allora come oggi. Ma non meno gravide di preoccupazioni rispetto al 2024.
C’erano, in quel periodo, più o meno risorse? C’erano più o meno lettori? C’era il desiderio di stare in mezzo all’agorà, il motore di ciò che mettiamo in pagina tutti i giorni.

Valgono ancora queste motivazioni? Me lo domando in ogni istante, ancora di più da tre anni, da quando a Cesena, Faenza e Ravenna abbiamo deciso di mettere insieme le forze per creare un unico giornale interdiocesano in tre edizioni e con tre redazioni, senza abbandonare le testate storiche. Se non avessimo questo strumento, ancora cartaceo, quale voce avrebbero le nostre Chiese locali? Quali le priorità messe all’ordine del giorno? Quali gli interessi cui la comunità cristiana pone attenzione?

Continua a leggere l'articolo sull'agenzia Sir al link qui sotto

https://www.agensir.it/chiesa/2024/04/09/con-i-media-dei-cattolici-un-investimento-sul-pensiero/

Fonte: Sir
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Con i media dei cattolici un investimento sul pensiero
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