Villaggio globale

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Rubrica a cura di Ernesto Diaco

Un approccio etico all’innovazione digitale e promuovere tra le istituzioni internazionali e le organizzazioni del settore un futuro in cui il progresso tecnologico sia al servizio del genio e della creatività umana e non punti a soppiantarli gradualmente

Benanti, che è anche frate francescano, condensa nel libro gli studi, le pubblicazioni, gli incontri degli ultimi anni, presentandoli con un linguaggio accessibile a tutti.

Oltre a ridisegnare le nostre abitudini di vita e le condizioni di lavoro, la pandemia avrà effetti sulle dinamiche sociali, accentuando o creando inedite divisioni e disuguaglianze

Già lo chiamano “il beato di internet”, ma ancora non c’è stato il riconoscimento del miracolo necessario per un pronunciamento ufficiale della Chiesa circa la sua santità. Chi conosce la sua storia sa che è solo questione di tempo.

È stata presentata durante il sinodo sui giovani dello scorso mese di ottobre e non si tratta certamente di un caso. A idearla sono stati quattro studenti universitari di Milano: Alessandro e Angelo, iscritti ad ingegneria, Federico (Giurisprudenza) e Giacomo (Design). Stiamo parlando di “DinDonDan”, la nuova applicazione per i telefonini che consente di localizzare la chiesa più vicina, vedere gli orari di apertura dei diversi luoghi di culto e consultare gli orari delle Messe feriali e festive.

“Quando sei sul web, sei in missione”. Non è una citazione di un documento vaticano, né un estratto di qualche predica o meditazione religiosa. Si tratta invece dello slogan scelto da Google per accompagnare la nuova grafica del suo browser, il programma che consente la navigazione in rete.

Un ufficio speciale, in Vaticano, per mettere in rete tutte le esperienze in atto nel mondo per raggiungere i giovani tramite la rete digitale. È una delle proposte emerse durante i lavori del Sinodo dei vescovi sui giovani, a dimostrazione di come la “pastorale digitale” abbia ormai raggiunto i livelli più alti e le Chiese di tutti i continenti.

I nostri figli non sono solo nativi digitali, ma anche “precoci digitali”. È uno dei particolari che emerge dalla prima ricerca Auditel-Censis sugli stili di vita delle famiglie italiane, presentata il 25 settembre scorso a Roma.