Villaggio globale

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Rubrica a cura di Ernesto Diaco

Già lo chiamano “il beato di internet”, ma ancora non c’è stato il riconoscimento del miracolo necessario per un pronunciamento ufficiale della Chiesa circa la sua santità. Chi conosce la sua storia sa che è solo questione di tempo.

È stata presentata durante il sinodo sui giovani dello scorso mese di ottobre e non si tratta certamente di un caso. A idearla sono stati quattro studenti universitari di Milano: Alessandro e Angelo, iscritti ad ingegneria, Federico (Giurisprudenza) e Giacomo (Design). Stiamo parlando di “DinDonDan”, la nuova applicazione per i telefonini che consente di localizzare la chiesa più vicina, vedere gli orari di apertura dei diversi luoghi di culto e consultare gli orari delle Messe feriali e festive.

“Quando sei sul web, sei in missione”. Non è una citazione di un documento vaticano, né un estratto di qualche predica o meditazione religiosa. Si tratta invece dello slogan scelto da Google per accompagnare la nuova grafica del suo browser, il programma che consente la navigazione in rete.

Un ufficio speciale, in Vaticano, per mettere in rete tutte le esperienze in atto nel mondo per raggiungere i giovani tramite la rete digitale. È una delle proposte emerse durante i lavori del Sinodo dei vescovi sui giovani, a dimostrazione di come la “pastorale digitale” abbia ormai raggiunto i livelli più alti e le Chiese di tutti i continenti.

I nostri figli non sono solo nativi digitali, ma anche “precoci digitali”. È uno dei particolari che emerge dalla prima ricerca Auditel-Censis sugli stili di vita delle famiglie italiane, presentata il 25 settembre scorso a Roma.

Nel giro di pochi giorni abbiamo appreso di Igor, 14 anni, morto soffocato a causa di un gioco estremo che stava seguendo su internet, e di Andrea, il 15enne precipitato dal tetto di un centro commerciale su cui era salito probabilmente per scattarsi un selfie ad alto tasso di spettacolarità ed emozione.

Circola online una simpatica e significativa vignetta. Nella metà superiore è riportata un'immagine degli antichi geroglifici egiziani; sotto, invece, un'ampia rassegna di emoticon, le “faccine” che imperversano nelle chat e nei messaggi digitali. A corredo, un breve testo: “4000 anni e siamo tornati alla stessa scrittura”.

"Penso che Facebook, che pure ha contribuito a cambiare il mondo, nel frattempo lo stia cambiando in peggio!”. È quanto scriveva il 31 luglio scorso sulla propria “bacheca” don Gennaro Matino, sacerdote napoletano noto al grande pubblico per i suoi libri e articoli su temi di spiritualità e attualità.

Un campo scuola per comunicare meglio sui social network. È la proposta che la Conferenza episcopale dell’Umbria fa ai giovani della regione, appassionati di comunicazione, di età fra i 18 e i 30 anni.

Le applicazioni per lo smartphone sono lo strumento che più di tutti ha trasformato la nostra vita negli ultimi anni, tanto che, grazie ad esse, il numero di utenti che si connettono da dispositivi mobili - quali appunto i telefonini di ultima generazione e i tablet - hanno superato coloro che si collegano alla rete dai “vecchi” computer. Fra queste, da qualche mese ce n'è anche una che apre le porte delle chiese.