Villaggio globale

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Rubrica a cura di Ernesto Diaco

Dimenticatevi i selfie che riempiono Instagram, i meme di Facebook e anche i video di YouTube e TikTok: su Clubhouse lo spazio è tutto per la parola “parlata”

Numerose ricerche scientifiche confermano quanto alcuni videogame (non tutti, ovviamente) possano essere utili e istruttivi rispetto all’apprendimento di alcuni tipi di informazioni e di competenze

La percentuale di cittadini (compresi tra i 15 e i 74 anni) che hanno dichiarato di aver letto almeno un libro nei precedenti dodici mesi è pari al 61 per cento, tre punti in più rispetto all’anno prima e sei in più a confronto con i dati del 2018

Tutti non vediamo l’ora di riprendere a riunirci e incontrarci di persona, sia per lavoro sia in tutti gli altri campi delle nostre attività. Sarà però difficile che la consuetudine maturata con videochiamate, webinar e piattaforme digitali non abbia un significativo prolungamento negli anni a venire. Anche la pastorale ne è stata radicalmente influenzata

Gli studi e i contributi sul rapporto tra l’uomo e la tecnologia digitale, nel mondo di oggi e ancor più in quello del prossimo futuro, sono ormai sterminati. Nella varietà dei punti di vista e degli orientamenti suggeriti, colpisce notare la prevalenza dell’approccio umanistico su quello tecnico

La pandemia ha confermato che la vita online è vita reale, in cui ci si incontra, si lavora, si impara. Guai però a dimenticare che la rete è in mano a un numero di soggetti pari alle dita di una mano

L'indagine “Mi fido di te”, promossa dall’Alta scuola dell’Università Cattolica per i media, la comunicazione e lo spettacolo, ha studiato i punti di riferimento dei giovanissimi nell’epoca della pandemia

I risultati di un sondaggio che ha coinvolto 230 giovanissimi nati tra il 1995 e il 2010, la cosiddetta “generazione Z”

Vi sono due estremi da evitare assolutamente. Quello del controllo asfissiante sui ragazzi (“proibire tutto”) e quello del permissivismo assoluto, che li lascia in balia di sé stessi. La via di mezzo è quella della responsabilità e della condivisione, così da non demonizzare i social ma evitando anche di minimizzarne l’influenza