Dalla Chiesa

Tutti attendevano monsignor Carlos Quintero, al convegno di Pastorale sociale, svoltosi qualche giorno fa nella diocesi di Armenia, nel dipartimento colombiano del Quindío. Invece il vescovo si è fatto aspettare. Ha fatto irruzione un personaggio vestito di stracci, un senza dimora, provocando l’imbarazzo e addirittura il fastidio dei presenti. Qualcuno ha pure lasciato la sala. Il “barbone” si è seduto qua e là, un paio di volte è incespicato senza che nessuno lo aiutasse… Poi, a sorpresa, è salito sul palco dei relatori. E ha svelato la sua vera identità

Sabato 5 ottobre, nell'ambito delle celebrazioni del patrono di Bologna San Petronio, monsignor Matteo Zuppi sarà creato cardinale a pochi giorni dal suo 64esimo compleanno. Arcivescovo di Bologna da quattro anni, Zuppi è di origini romane e ha operato a lungo nella comunità di Sant'Egidio, del quale è stato anche assistente ecclesiastico generale.

Monsignor Regattieri è stato nominato membro della Commissione episcopale per il servizio della carità e la salute

“I martiri non sono ‘santini’, ma uomini e donne in carne e ossa”, ha ammonito Francesco alla catechesi di oggi, persone che – come dice l’Apocalisse – “hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello. Essi sono i veri vincitori”.

Un corso multimediale, tutto via Internet, per formare gli animatori musicali delle celebrazioni liturgiche. La Conferenza episcopale italiana lo propone sin dal 2007 e, in questi dodici anni, ha raccolto numerose iscrizioni e formato schiere di persone impegnate in questo importante servizio.

Quello del 21 settembre ad Albano sarà un “incontro familiare” secondo monsignor Semeraro, pronto a dire pubblicamente a papa Francesco due cose in particolare: la prima è che la sua diocesi sta prendendo sul serio e sta attuando quanto riportato nella Evangelii Gaudium; l’altra è che “la stampella che li fa camminare” è quella periferia di cui lui parla, cioè una prospettiva, non un luogo geografico, ma un modo di leggere la realtà, vedere le cose da parte di chi è più debole, più povero