Dalla Chiesa

Nella Messa a Santa Marta, Francesco ha avuto un pensiero per quanti sono morti a causa del Covid-19, pregando in particolare per i morti senza nome, sepolti nelle fosse comuni. Nell'omelia, ha ricordato che annunciare Gesù non è fare proselitismo, ma testimoniare la fede con la propria vita e pregare il Padre che attiri le persone al Figlio

Nella Messa a Santa Marta, Francesco, ricordando la festa odierna di Santa Caterina da Siena, patrona d’Europa, prega per l'unità dell'Europa e dell’Unione Europea, perché tutti insieme possiamo andare avanti come fratelli. Nell’omelia, invita a chiedere al Signore la grazia della semplicità e dell'umiltà

"Ieri ricorreva la Giornata Mondiale delle Nazioni Unite contro la malaria. Mentre stiamo combattendo la pandemia di Coronavirus, dobbiamo portare avanti anche l’impegno per prevenire e curare la malaria, che minaccia miliardi di persone in molti Paesi, ha detto il Pontefice 

"Non c’è futuro per noi se distruggiamo l’ambiente che ci sostiene - ha aggiunto Bergoglio -. Abbiamo mancato nel custodire la terra, nostra casa-giardino, e nel custodire i nostri fratelli. Abbiamo peccato contro la terra, contro il nostro prossimo e, in definitiva, contro il Creatore, il Padre buono che provvede a ciascuno e vuole che viviamo insieme in comunione e prosperità" 

Francesco ha pregato perché, in questo tempo caratterizzato dalla pandemia e da un nuovo silenzio, possiamo crescere nella capacità di ascolto. Nell’omelia, ha parlato dell'armonia che regnava nella prima comunità cristiana: lo Spirito Santo è capace di fare meraviglie se siamo docili e gli lasciamo vincere le tre tentazioni che dividono le comunità: i soldi, la vanità e il chiacchiericcio