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Commenti e opinioni dal settimanale

Pubblichiamo la versione integrale di un pezzo tratto dal blog orizzontipolitici.it. L’ha scritto la studentessa Rebecca Cambrini, già nostra stagista durante l’estate scorsa, che frequenta il corso di laurea Big (Bachelor in international politics and government) all’università “Bocconi” di Milano.

Avviamo questa settimana, sull'edizione cartacea del Corriere, una nuova rubrica legata al Cesena calcio. Anzi, alla rinata esperienza della società calcistica della nostra città. La occuperà il “nostro” don Filippo Cappelli, da grande appassionato di calcio e del Cesena, ogni volta che lo riterrà opportuno.

Un anno fa con papa Francesco. Poco più di sei mesi dopo noi eravamo con lui a Roma, in piazza San Pietro. Queste due visite hanno avuto, come tutti sanno, un tempo di preparazione e un altro tempo di assimilazione.

Da tempo e diffusamente si nota la ricerca con evidente soddisfazione di rievocare vecchie tradizioni o costumanze locali. Si ricorda e si recupera il passato paesano. Cesena recentemente in occasione della festa di San Giovanni ha rivissuto le contese tra quartieri della città. In tanti paesi appaiono cartelli a ricordare quartieri di un tempo. Ed è bello, purché questo non confermi localismi sterili ed autogratificanti.

Il progetto ideato e promosso dalla Regione Emilia Romagna, in collaborazione con il servizio sanitario regionale, finisce in Parlamento per iniziativa dell’onorevole Galeazzo Bignami di Forza Italia. Il percorso, posto sotto il focus di numerose associazioni e comitati sull’educazione già negli anni scorsi, continua a far discutere. Un’attenzione che resta alta nonostante la fine dell’anno scolastico.

Un lungo applauso ha concluso la veglia delle 120 Sentinelle in piedi riunite in Piazza del popolo a Cesena sabato scorso. Quasi un gesto liberatorio per chi, stando un’ora ritto e silenzioso, ha portato ancora una volta la propria testimonianza pubblica nel centro della città. La veglia, svoltasi in concomitanza con altre piazze italiane, aveva nella difesa della vita umana, contro la cultura della morte e dello scarto, la sua tematica centrale.

Celebrare la “Liberazione” (25 aprile 1945) comporta la convocazione di tutta la “città” (in ogni città e paese d’Italia) per fare memoria della presa di coscienza che animò gli italiani sul significato del consenso, dato a suo tempo, al regime fascista, condotto poi alla tragica alleanza con il nazismo hitleriano.