Editoriale

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L'editoriale della settimana

I proclami hanno lasciato il posto a dichiarazioni più distensive. Gli slogan sguaiati sembrano svaniti. Si tenta di recuperare il recuperabile. Non si vuole rompere con l’Ue. Lo strappo prospettato, ora pare non interessare quasi a nessuno.

In un tempo in cui pare che tutto debba essere ricondotto alla legge di mercato, il valore del pluralismo nell’informazione torna a essere al centro del dibattito.

Sarebbe molto meglio ridestarsi dal torpore e dall’ubriacatura diffusa. Dall’inganno di poter governare l’italica barca grazie alla falsa democrazia del web e all’illusorio apprezzamento ricevuto sui social dagli amici degli amici. Sarebbe molto meglio essere onesti, concreti, realisti.

La Chiesa, ai suoi massimi livelli, ancora una volta, interviene sulle vicende italiane. Offre un giudizio, un punto di vista sereno, pacato, che non si nasconde nulla. Ma ama la verità. Anzi, meglio, la ricerca della verità. Ecco perché scruta la realtà per quella che è, nei suoi lati oscuri, senza tacere del Paese che comunque va avanti, pur faticando, ma progredisce, è solidale, si fa prossimo a chi ha meno.

Chiedere ogni anno il rinnovo dell’abbonamento è come scommettere un’altra volta. Nulla va mai dato per scontato. Proprio come non riteniamo per acquisito il nostro lavoro. Anzi, con il nostro lavoro ci mettiamo in vetrina, sotto il giudizio di tutti, in particolare di voi con i quali il rapporto è stretto e dura da lunghi anni, segno di una stima reciproca.

Lo spread non è un giochetto noioso, ma il termometro della febbre. Adesso sta a 38. Non si muore, con 38 di febbre. Non si resiste a lungo, con 38 di febbre. Se poi sale…

Il sindaco di Cesena ha scritto al Corriere Cesenate in difesa del pluralismo dell'informazione, a rischio dopo l'annunciato taglio dell'omonimo fondo da parte del Governo.

Mentre tutti in Italia stanno commentando la discriminazione attuata dall’Amministrazione comunale che ha chiesto un supplemento di documenti per le famiglie di immigrati che domandano una riduzione del costo della mensa, mi avventuro nel voler leggere la notizia anche sotto un’altra luce.

Nelle derive totalitarie, una delle prime mosse è quella di mettere la museruola ai media. Non vorremmo incamminarci su quella strada.

Il debito pubblico non è una questione per specialisti. Non si tratta di argomenti da lasciare a chi si intende di numeri, di grafici, di iperbole, di macroeconomia e diavolerie similari. Riguarda tutti noi. Attiene a chi va a fare la spesa, a chi si ingegna per portare a casa uno stipendio, a chi cerca una prima occupazione, a chi pensa di potersi costruire un futuro.