Editoriale

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L'editoriale della settimana

Per evitare il ritorno a lockdown più o meno rigidi, l’adozione del green pass pare oggi la misura meno invasiva. Per il bene di tutti e di ciascuno

L’ultimo rigore degli inglesi parato da Donnarumma, dopo l’inatteso errore di Jorginho, ha avviato una notte magica, come quella vissuta nell’ormai lontano 1982, lo stesso 11 luglio, quando la Nazionale di Bearzot vinse il Mundial in Spagna

Quando un uomo di così alta carica nella Chiesa viene accusato di “peculato, abuso d’ufficio e subornazione” più di un fedele rimane sbalordito, perplesso, quasi offeso da questa gestione disinvolta del potere

Perché questo accanimento e questa confusione sulla Chiesa cattolica, sul magistero di Papa e vescovi, sulla libertà di poter liberamente manifestare la propria fede ed educare secondo il proprio credo?

Nel momento in cui ci stiamo riappropriando di una certa normalità, questa metafora pallonara ci aiuta a stare uniti, come quando nelle case, nei bar, nei parchi pubblici e nei bagni al mare in queste settimane ci si raduna per vedere insieme la partita degli azzurri. Tutti a tifare per la stessa maglia. Nonni e bambini, adulti e ragazzi, senza distinzione

In un’esistenza c’è tutta l’umanità. Ce lo siamo detti più volte e nell’occasione vissuta in diretta sabato sera l’abbiamo sperimentato ancora. Ciò non significa che ci possiamo dimenticare di chi combatte ogni giorno per la propria esistenza

Un anno sottratto ai 16 o ai 20 finora vissuti è molto di più di uno da togliere a chi ne ha 50 o 60 o 70

Delle questioni affrontate dal vescovo Douglas è possibile stilare una graduatoria? Oppure, è possibile per un credente selezionare ed evidenziare quella più vicina alla propria sensibilità? Sarebbe come dire che del Vangelo (ma accade anche con quello) si sceglie l’episodio delle nozze di Cana e si lascia perdere la parabola del Buon samaritano

Credo sia interessante porsi una domanda: cosa possiamo fare noi perché nella Chiesa arrivi davvero l’ora dei laici?

Chi scrive ha avuto l’onere e il privilegio di visitare Gaza city. Era il novembre 2015. Sul numero 42 del Corriere Cesenate di quell’anno raccontai di un’esperienza ai limiti del possibile. Ora, a distanza di cinque anni e mezzo, ho riletto quei pezzi e mi sono confrontato con più persone