Editoriale

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L'editoriale della settimana

Il testo dell'omelia di monsignor Douglas Regattieri al Monte di Cesena, in occasione della solennità di Maria assunta in Cielo (15 agosto).

Colgo da questa prima parte di estate due immagini simbolo alle quali vorrei riferirmi per un pensiero da lasciare ai lettori: Milano Marittima e i Centri estivi.

Vincent Lambert, in stato vegetativo persistente, viene lasciato morire. Mentre mi accingo a queste note, il 43enne francese ancora lotta per non abbandonare questo mondo. Per lui hanno deciso altri.

Si fa presto, dicevo. Sì, perché un conto è discutere, dialogare e confrontarsi, anche in maniera animata, su chi non si vede di persona. Un altro, ed è del tutto differente, è parlare di qualcuno di concreto, un vicino, un amico, un conoscente, una persona in carne e ossa, con nome e cognome. È tutta un’altra realtà.

Ora l’Italia è scesa fino al grado di fiducia che il mondo finanziario (e politico) ha della Grecia. Sono state volutamente fatte delle scelte che hanno spinto il nostro Paese in una precisa direzione: stare ai margini politici e monetari dell’Europa unita.

Torna la Festa della famiglia diocesana. Diciamo meglio: è la festa di tutta la Diocesi intesa come comunità dei battezzati. La grande famiglia di Cesena-Sarsina li convoca e li riunisce per alcuni giorni e in alcune occasioni particolari, perché “è bello che i fratelli stiano insieme”.

Il ballottaggio è ormai inutile. Lo si è visto benissimo nel turno di domenica scorsa per l’elezione dei sindaci. Lo ha confermato anche il sondaggista Nicola Piepoli all’Ansa. “O se vogliamo – ha aggiunto – è utile a confermare il risultato del primo turno”, come è accaduto nel nostro territorio sia a Cesena sia a Savignano.

Quella di lunedì scorso è stata una serata di grande passione politica. Qualcuno ha scritto anche con tifo da stadio, quello che si è visto al palazzo del Ridotto, all’incontro organizzato dal nostro giornale con i due sfidanti alla poltrona da sindaco, per Cesena. Alla vigilia del voto per il ballottaggio, ricordiamo, come fatto anche qualche settimana fa, le parole di papa Francesco a Cesena, con le quali richiamava tutti, di fronte alla impossibilità di potere avere la bacchetta magica in politica, a un sano realismo. 

Alle elezioni amministrative l’elettore ha selezionato, così pare di interpretare, e ha differenziato il voto in maniera così vistosa come non era facile attendersi.

I cattolici, le urne e la politica: aggiungerei, dal Vangelo di domenica scorsa, la misura dell’amore grazie a cui i cristiani (anche chi si impegna in politica e si candida alle elezioni) devono essere riconoscibili. Ecco i due versetti: “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri”.