Dalla Chiesa

“Il Papa, sentito il Consiglio di Cardinali, ha convocato una riunione con i presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo per parlare della prevenzione di abusi su minori e adulti vulnerabili”. A renderlo noto, leggendo un comunicato del C9, è stata la vicedirettrice della Sala Stampa della Santa Sede, Paloma Garcia Ovejero, nel briefing a conclusione del Consiglio di cardinali, che si è aperto lunedì ed è terminato ieri mattina alla presenza di papa Francesco

Un incendio devastante ha distrutto sabato scorso il palazzo dell’episcopio della Chiesa greco-cattolica nella città di Oradea, in Romania. Si tratta di un edificio-simbolo ricco di storia e di significato, restituito alla Chiesa nel 2005, dopo gli anni di regime e persecuzione. Immediata la solidarietà del sindaco, della Chiesa ortodossa e protestante, degli ebrei. “Tutta la città è provata ma unita nel dolore. Sono state le lacrime a spegnere le fiamme”, racconta il vescovo Bercea

Sono i due temi che hanno caratterizzato la visita di papa Francesco in Irlanda, il 24° viaggio apostolico per un totale di 36 Paesi visitati. L'occasione è stata fornita dall'Incontro mondiale delle famiglie, che si è tenuto a Dublino dal 22 al 26 agosto, dal titolo “Il Vangelo della famiglia: gioia per il mondo” sullo sfondo dell’esortazione apostolica post-sinodale Amoris Laetitia

Il vescovo di Limerick racconta le prime impressioni dell’Incontro mondiale delle famiglie e l’attesa per l’arrivo in Irlanda del Papa. “C’è un clima di grande fermento. In fondo la stragrande maggioranza degli irlandesi non vede l’ora di vedere Francesco”.

Papa Francesco scrive una Lettera al Popolo di Dio, soffermandosi sulle conseguenze causate dagli “abusi sessuali, di potere e di coscienza commessi da un numero notevole di chierici e persone consacrate”. Il Santo Padre esprime solidarietà e invoca “tolleranza zero”, sottolineando che “le ferite non spariscono mai e ci obbligano a condannare con forza queste atrocità, come pure a concentrare gli sforzi per sradicare questa cultura di morte”.