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Meeting Rimini: Rocca (Cri), “in Afghanistan dialoghiamo con tutti gli attori presenti”

“Oggi c’è una forte politicizzazione degli aiuti umanitari – ha aggiunto -. Un esempio clamoroso è dato da quel che accade in Venezuela. Altro tema è la politicizzazione delle migrazioni: chi soccorre un migrante pare compia un’azione politica. Ma per noi salvare vite è prioritario, ha aggiunto il presidente della Croce Rossa. 

Foto SIR/Marco Calvarese

(Da Rimini) “Il multilateralismo non sta funzionando. Quello che sta succedendo in Afghanistan in questi giorni è un esempio”. L’ha sostenuto ieri pomeriggio al Meeting in corso a Rimini fino al 25 agosto, il presidente della federazione internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, Francesco Rocca, intervenuto alla tavola rotonda su “Istituzioni internazionali e multilateralismo alla prova in tempo di Covid”.

“Per la Croce Rossa sono anni di frustrazioni – ha detto Rocca -. Oggi sono aumentati, e non diminuiti, gli attacchi agli ospedali, al nostro personale. Nonostante tutto, noi siamo presenti e stiamo operando in Afghanistan. Come abbiamo sempre fatto, dialoghiamo con tutti gli attori presenti sul terreno”.

“Oggi c’è una forte politicizzazione degli aiuti umanitari – ha aggiunto -. Un esempio clamoroso è dato da quel che accade in Venezuela. Altro tema è la politicizzazione delle migrazioni: chi soccorre un migrante pare compia un’azione politica. Ma per noi salvare vite è prioritario. Noi siamo per costruire ponti e tenere aperto il dialogo. Pensiamo a quello che sta accadendo sui vaccini. Ci si era impegnati per immunizzare in tutto il mondo gli operatori sanitari e le persone fragili. In Africa il 98 % di queste persone non è vaccinato”.

“Quando andiamo sul terreno e vediamo i fallimenti derivanti dalla mancanza di dialogo – ha rimarcato il presidente della Croce Rossa – questo ci fa soffrire. Non possiamo lasciare da soli gli afghani, anche per gli aiuti alimentari, questione che costituiva già un’emergenza prima dell’arrivo dei talebani a Kabul e che ora si è di certo acuita”. E sui corridoi umanitari ha messo in guardia dall’emozione del momento. “Bisogna governare la complessità delle situazioni, e non agire solo sull’emotività – ha concluso -. L’Italia ha dato il buon esempio: ha continuato a mantenerli aperti”.

Fonte: Sir
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