Editoriale

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L'editoriale della settimana

La fase politica che sta attraversando il Paese, in cui attese, speranze e preoccupazioni si intrecciano senza che sia possibile districarle, ha messo in luce in modo chiaro come non mai il ruolo fondamentale svolto dal Presidente della Repubblica.

Perché eleggere dei rappresentanti se poi non si mettono di buona lena per smussare angoli, trovare strade, provare soluzioni, smettere di litigare come se si fosse sempre in campagna elettorale?

Un fatto sono i proclami della campagna elettorale, un altro le fatiche quotidiane nel cercare di fare convergere posizioni all’apparenza molto distanti tra loro. Il presidente Mattarella ha un compito improbo. Deve sondare un campo minato, composto anche di personalismi che non si sono per nulla attenuati dopo le elezioni politiche di due mesi fa.

Il clima generale non è di certo dei migliori. I vari schieramenti prendono tempo e cercano di smussare gli spigoli di una campagna elettorale fin troppo dura nei toni, nelle parole, nei modi.

La storia la conosciamo. Racconta di un uomo che, scendendo da Gerusalemme a Gerico, incappa nei briganti che gli portano via tutto, lo percuotono a sangue e lo lasciano mezzo morto sul ciglio della strada. Oggi quell’uomo ha anche un volto: è quello – e sono milioni – dei siriani sfollati nei Paesi confinanti o costretti a farsi profughi interni; di quanti sono privi dell’acqua, del cibo e dell’accesso alle cure sanitarie essenziali; dei 27mila bambini uccisi senza un perché e di tutti gli altri privati degli affetti di una famiglia, del calore di un’aula scolastica, della stessa possibilità di avere un’infanzia.

È uscita in questi giorni la terza esortazione apostolica di Papa Francesco dal titolo “Gaudete et Exsultate”. Il filo rosso della gioia continua a rappresentare l’elemento che unifica il magistero del Papa che vuole cristiani gioiosi che mostrino di aver incontrato il Risorto e in lui il segreto di una vita pacificata, realizzata, piena.

Qualcuno si chiederà perché? Per quale motivo il Corriere Cesenate si deve spendere per pubblicare sia sull’edizione cartacea sia su quella online tante foto di alberi in fiore? Perché dà spazio alla rinascita della primavera, a un tramonto mozzafiato o a un arcobaleno che compare dopo un temporale?

Non c’è pace per Francesco. Non si placano le polemiche, le ultime in ordine di tempo, sulla lettera di Benedetto XVI diffusa, in maniera parziale, in occasione della presentazione degli 11 volumetti “La teologia di papa Francesco”.

Alla fine è dovuto intervenire persino il Papa emerito. “Tra i due pontificati c’è una continuità interiore”, ha scritto in una lettera lunedì scorso Benedetto XVI.